Al Museo delle Culture di Milano la mostra “Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone”

Al Museo delle Culture di Milano lo sviluppo di quel gusto orientato verso il Giappone che pervase la cultura artistica occidentale tra le fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo, in particolar modo in Francia e in Italia.

di Elisabetta Corsi

“Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone”

Il Museo delle Culture di Milano presenta la mostra “Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone” aperta al pubblico fino al 2 febbraio 2020 e che illustra attraverso una selezione ampia e diversificata di opere provenienti dall’Italia e dall’estero, lo sviluppo di quel gusto orientato verso il Giappone che pervase la cultura artistica occidentale tra le fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo, in particolar modo in Francia e in Italia.

In mostra oltre 170 opere tra dipinti, stampe, oggetti d’arredo, sculture e oggetti di arte applicata, provenienti da importanti musei italiani e europei e da collezionisti privati.

La mostra ripercorre la fascinazione che il Giappone ha esercitato sulla cultura occidentale e approfondisce le dinamiche dei complessi scambi artistici che si susseguirono tra il 1860 e il 1900. L’analisi storico-artistica riserva una particolare attenzione al contesto di relazioni commerciali, avventure imprenditoriali e in genere grande curiosità che hanno caratterizzato un’epoca intera.

Nel variegato contesto del gusto internazionale per il Giappone e della sua influenza sulle arti, la mostra si focalizza sui maggiori artisti italiani ed europei che hanno subito l’incanto del “Giapponismo”: da De Nittis a Rodin, da Chini a Induno, da Van Gogh a Gauguin e Fantin-Latour, da Toulose-Lautrec a Monet, esponendo alcuni dei capolavori assoluti dell’epoca.

“Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone”

In particolare la mostra prende in esame il Giapponismo italiano, si focalizzerà sui maggiori tra gli artisti italiani che caddero nell’incanto del Giapponismo, come Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, artista profondamente affascinato dall’Oriente, Vincenzo Gemito, Federico Zandomeneghi e Giovanni Segantini, attivo interprete di immagini che facevano uso di questi simboli.

Il museo è aperto il lunedì dalle 14:30 alle 19:30, martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9:30 alle 19:30 mentre giovedì e sabato dalle 9:30 alle 22:30. Vi sono due tipi di biglietto: il biglietto con data aperta (visitate la mostra quando volete) al costo di 18 euro intero mentre ridotto per dipendenti Gruppo 24 ore al costo di 11 euro; biglietto con data fissa il prezzo intero di 16 euro, ridotto 14 euro, bambini dai 3 ai 5 anni a 6 euro mentre il ridotto speciale per alcune categorie è di 10 euro. Si può acquistare online sul sito www.ticket24ore.it oppure telefonando al servizio Prenoticket dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00 tramite carta di credito.

Per maggiori informazioni: infoline 0254917 (dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00) oppure www.mudec.it.

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