Al Museo di Roma in Trastevere la mostra fotografica “1989: RIVOLUZIONE DI VELLUTO. 30 anni della libertà cecoslovacca”

Due paesi, la Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca, vogliono ricordare uno dei momenti salienti della storia recente cecoslovacca: la fine della quarantennale.

di Elisabetta Corsi

I fatti e le emozioni dell’epoca sono raccontati da sessanta scatti iconici, realizzati da quindici tra i migliori fotografi cechi, nella mostra fotografica “1989: RIVOLUZIONE DI VELLUTO. 30 anni della libertà cecoslovacca”, accompagnata dall’esposizione slovacca documentaria “La strada verso l’anno della libertà”, al Museo di Roma in Trastevere dal 19 ottobre al 24 novembre 2019.

L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è prodotta e organizzata dall’Ambasciata della Repubblica Ceca, dal Centro Ceco Roma, dall’Ambasciata delle Repubblica Slovacca e dall’Istituto Slovacco a Roma.

La mostra “1989: RIVOLUZIONE DI VELLUTO. 30 anni della libertà cecoslovacca”, a cura di Dana Kyndrova, è incentrata su sessanta fotografie realizzate  durante le prime manifestazioni anti-regime in Cecoslovacchia nel 1988, la Settimana di Jan Palach nel gennaio del 1989, il corto del 17 novembre 1989, con le emozioni e l’entusiasmo che ne conseguirono.

Molte di queste immagini sono diventate leggendarie: grazie al loro valore documentario e artistico riescono tutt’oggi a restituire le emozioni e l’atmosfera elettrizzante che pervase la società cecoslovacca di allora. Una parte delle fotografie illustra anche il ritiro delle truppe d’occupazione sovietiche, tra il 1990 e il 1991, con il quale si concluse il periodo della Rivoluzione di Velluto.

I fotografi rappresentati nella mostra sono Radek Bajgar, Radovan Boček, Karel Cudlín, Přemysl Hněvkovský, Lubomír Kotek, Jaroslav Kučera, Michal  Krumphanzl, Dana Kyndrová, Petr Matička, Roman Sejkot, Jan Šibík, Jan Šilpoch, Pavel Štecha, Jiří Všetečka, e Miroslav Zajíc. La curatrice della mostra, Dana Kyndrová (1955) è una fotografa documentarista, specializzata nella fotografia umanistica.

Una sezione della mostra è dedicata alla parte slovacca documentaria “La strada verso l’anno della Libertà” che parte da alcuni momenti cruciali della storia della Cecoslovacchia dopo la fine della seconda guerra mondiale per poi illustrare il percorso del paese verso la Rivoluzione di Velluto del 1989. Vengono quindi raccontati i principali eventi che segnarono la fine del regime comunista cecoslovacco, costruendo le basi per la nuova fase democratica della storia moderna della Slovacchia e della Repubblica Ceca.

Fa parte del progetto slovacco anche la proiezione cinematografica “Novembre 89 con gli occhi dei documentaristi slovacchi” Fa parte del progetto slovacco anche la proiezione cinematografica con tre film documentari: “Flight report 89-90” (regia I. Ruppeldt),“Probe 1/1990 – Velvet Revolution Train” (regia R. Ferko, V. Mináč, A. Horák), “All together… (in a Slovak way)” regia E. Štefankovičová.

Queste proiezioni offrono allo spettatore uno sguardo sulle fasi più importanti di questo evento storico che cambiò il futuro della Slovacchia, portando un vento democratico nella regione centroeuropea. In occasione dell’attuale presidenza della Repubblica Ceca nel gruppo di Visegrad, è prevista anche una rassegna cinematografica sul tema del crollo della cortina di ferro, 30 anni fa.

Le proiezioni si svolgono dal 29 ottobre al 19 novembre, ogni martedì sera presso il Museo di Roma in Trastevere.

Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10:00 alle 20:00. Il prezzo del biglietto è di 6 euro quello intero mentre 5 euro il ridotto per i non residenti, per i residenti l’intero è di 5 euro e il ridotto 4 euro. Non paga chi è in possesso della MIC Card.

Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19) oppure www.museodiromaintrastevere.it. Su Twitter: @museiincomune

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.