Cafiero, il cantante si racconta tra pen drive musicali e i sogni del rilancio post-Covid

In occasione del lancio del suo ultimo progetto, Cafiero Music Pen Drive, abbiamo fatto due domande a Cafiero, cantautore pugliese di spessore e con una voce che non ha nulla da invidiare ai giovani talenti emersi a Sanremo e nel panorama nazionale degli ultimi anni.

di Renato Aiello

Cafiero

– Partiamo subito dal tuo progetto più recente, uscito il 25 maggio scorso sotto forma di pen drive, che tu stesso sostieni essere come una carta di credito, nella forma e nelle dimensioni sottili. Così simile, viene da pensare, a quelle che usiamo ogni giorno e che abbiamo usato in questo periodo di lockdown per fare la spesa, al badge di chi andava a lavoro o alle carte del reddito di cittadinanza di chi è in difficoltà: tutti strumenti legati all’esigenza del lavoro e di acquistare beni di prima necessità per la famiglia. Ma non è anche la musica un bene necessario per l’anima, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo, vero balsamo per orecchie e cuore?

La musica è un bisogno primario. Cura il corpo e l’anima. Abbiamo bisogno della musica per comunicare, educare, sognare, lottare, vivere!

– Parlaci dei tuoi inediti e delle canzoni della “pen drive”.

Gli inediti racchiusi nel nuovo progetto discografico parlano di vita, raccontano sentimenti, illustrano stati d’animo in cui è facile riconoscersi. Oltre alle nuove canzoni ho voluto inserire i singoli del mio primo disco ufficiale da solista e dei brani realizzati nel corso della carriera con i gruppi che ho ideato: Electric Voodoo, Super Reverb e Suck my Blues. Il lavoro racconta in musica una parte del mio percorso.“Cafiero Music Pen Drive” avrà una sua evoluzione nel tempo, con aggiornamenti periodici, garantendo ai possessori una connessione privilegiata con la mia musica.

– Durante il lockdown su YouTube hai lanciato “Ti guardo ancora un po” per sostenere la Regione Puglia e la Protezione Civile nella lotta al Coronavirus. Nel testo canti “mai più l’odio” eppure, a pochi giorni dall’inizio della fase due, abbiamo assistito a una recrudescenza del fenomeno degli hater contro una povera ragazza, Silvia Romano, colpevole di essere tornata in Italia da islamica e col velo. Possiamo veramente diventare migliori e che ruolo educativo può avere la musica in questo paese in tal senso?

Si può sempre migliorare! Come ho detto in precedenza, la musica educa. È un linguaggio universale, il più popolare di tutti, può veicolare messaggi profondi e può scuotere le coscienze. Fin dalla tenera età il suono è tra i mezzi di comunicazione più efficace. I bambini esprimono il loro mondo interiore attraverso i suoni e la loro emotività può essere influenzata positivamente dalla musica. Capita a tutti di ricordare momenti della propria vita attraverso melodie e canzoni e questo ci rende maggiormente consapevoli della forza che la musica ha sull’essere umano. Credo che nel progetto didattico l’educazione musicale abbia un valore importante.

– È un anno davvero speciale per la Puglia, almeno musicalmente parlando, con la potenziale tripletta di premi che Diodato, tuo conterraneo, potrebbe realizzare se vincesse anche il Nastro d’Argento dopo David di Donatello e Festival di Sanremo. Ti piacerebbe scrivere canzoni e cantare la colonna sonora di un film al cinema un giorno?

Certo! Sono aperto a qualsiasi tipo di esperienza musicale.

– Se dovessi associare una tua canzone a un piatto della tua terra cosa ne verrebbe fuori?

Un pasticciotto senza glutine. Il pasticciotto è un dolce tipico del Salento realizzato con prodotti genuini, di prima scelta: uno dei fiori all’occhiello dell’arte dolciaria della mia terra.

Music PenDrive Cafiero

– Per il mondo dello spettacolo, dal cinema al teatro, passando per la concertistica, è un momento nero, un annus horribilis da dimenticare. Come vedi la ripresa per il tuo settore e cosa pensi si dovrebbe fare a livello politico nazionale e locale per tutelarlo in una situazione così complicata?

Per un artista l’esperienza dal vivo è fondamentale. Sono fiducioso nella ripresa, rispettando le norme di sicurezza per la salute. Riprendersi dal lockdown non è semplice per qualsiasi settore ma bisogna essere forti e non abbattersi; bisogna rialzarsi e, se è necessario, reinventarsi. Il panorama delle professionalità messe in campo quando si parla di spettacolo, a tutti i livelli, è vasto ed è per questo che c’è bisogno di motivazione e di ricominciare anche a piccoli passi per poter decollare.

– Il futuro di Cafiero: progetti nuovi che puoi anticiparci, tuoi personali o in collaborazione con altri artisti.

Attualmente sono impegnato nella realizzazione di nuovi brani. Ho appena lanciato attraverso i social la linea di t-shirt con il logo dei miei progetti discografici ed è partita l’evoluzione di “Cafiero Music Pen Drive”: i possessori della pen drive che acquisteranno una maglietta riceveranno in esclusiva un nuovo inedito. In futuro ci saranno novità che al momento preferisco non svelare per rendere più stuzzicante la sorpresa.

E non vediamo l’ora di ascoltare il suo inedito, indossando in vacanza al mare, magari in Puglia – perché no, e davanti a un buon pasticciotto pugliese –  la t-shirt creata ad hoc dall’artista.

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