Colloqui di lavoro truffa: come difendersi

di Marco Federico Guarnieri

È risaputo che trovare un lavoro di questi tempi non è cosa semplice. Se pensate che questo sia già di per sé abbastanza umiliante, allora un colloquio di lavoro truffaldino potrebbe farvi cambiare idea e far precipitare pericolosamente la vostra autostima.

Il breve racconto che seguirà deriva da una mia personale esperienza. Provate ad immaginare un ragazzo, che nel giro di pochi giorni si sarebbe trovato a discutere una tesi in giurisprudenza, ricevere una telefonata a casa da parte di una ditta di “nuova apertura” che cerca giovani da inserire in “mansioni amministrative”.  Euforia, umore a mille ma subito sorgono dei dubbi: “come avete avuto il mio numero?” è la prima domanda che mi viene in  mente di fare. Di fronte ad una risposta ambigua decido comunque di accettare la loro proposta di vedermi e di presentarmi al colloquio il giorno dopo.

Qui i dubbi vengono dissipati e si trasformano in un’amara certezza: si tratta di un evidentissimo colloquio truffa. Vengo accolto in un appartamento sito in un anonimo condominio di una anonima stradina della periferia di Mantova. A colpire subito la mia attenzione sono lo spartano bancone della reception, una radio che trasmette musica a volume altissimo e un numero troppo alto di partecipanti. La mia curiosità mi spinge a non andarmene ma a rimanere ancora un po’. Finalmente mi fanno andare dal “direttore”: un ragazzo della mia età che mi sottopone ad un colloquio della durata di due o tre minuti al massimo. Non mi viene spiegato assolutamente di cosa si occupa la ditta nonostante io lo chieda più e più volte. Le risposte sono vaghe e non esaustive e la retribuzione promessa è a dir poco assurda: “lei qui partirà dai 2000 – 2500 euro al mese in crescendo”. Rifiuto, stretta di mano e me ne vado. Mi è bastata una rapida ricerca su Google per capire che si trattava di una nota società a schema piramidale (non faccio nomi): in essa i promotori (aguzzini) chiedono ai nuovi ingenui aderenti di acquistare prodotti o comunque di effettuare un investimento iniziale molto oneroso. Ne seguirà quindi un immediato arricchimento per i promotori, mentre per i nuovi arrivati comincerà una fase di reclutamento di altri malcapitati per recuperare quanto inizialmente versato, e così via.

Si tratta di società vietate dalla legge 175/05 ma ancora purtroppo esistenti e proliferanti sul nostro territorio. Non mi soffermo qui sulla necessità da parte dello Stato di implementare i controlli, anche se ciò sarebbe necessario. Mi preme piuttosto stilare un breve vademecum per aiutare chiunque sia alla ricerca di un lavoro serio e non voglia incappare in brutte sorprese.

  • Quando ricevete una telefonata da una azienda, fate subito una ricerca sulla stessa. Se si tratta di una società truffaldina è quasi certo che su internet si possano trovare informazioni utili al riguardo;
  • Sarete probabilmente di fronte ad una truffa se al telefono non vi dicono di cosa si occupa la società o se non vi dicono come hanno avuto il vostro recapito;
  • Quando vi presentate al colloquio controllate anche l’ambiente in cui siete stati accolti. È degradante, losco, sporco, c’è musica assordante? Brutti segnali;
  • Guardate bene la persona con la quale avete a che fare in sede di colloquio e usate il vostro buon senso. Vi sembra inaffidabile? È troppo giovane? Vi propone compensi demenziali o vi promette mansioni esagerate? Non vi spiega di cosa si tratta e notate che gira attorno al discorso con miriadi di parole? Alla larga!;
  • Se vi propongono un periodo di prova brevissimo, anche solo di uno o due giorni, e senza forma scritta, allarmatevi.

Non si tratta di regole precise ed infallibili ma solo di una serie di linee guida che potrebbero salvarvi da una fregatura colossale.

Buon ingresso nel mondo del lavoro (onesto) a tutti i lettori!

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