“Colpa di chi muore”, il noir serratissimo di Gianluca Calvino

di Daniela Merola

Il primo romanzo di Gianluca Calvino, editor, docente di scrittura creativa, fondatore del collettivo letterario “Gruppo 9”, si intitola “Colpa di chi muore” ed è edito da Homo Scrivens per la collana “Dieci”.

“Colpa di chi muore” è un noir psicologico molto sottile e denso. In giro c’è un assassino che si diverte ad uccidere con un bastone una coppia di ragazzi, due giovani insegnanti di lingua italiana per stranieri. Viene quindi definito il killer del bastone. Il Commissario Marcello Orlando viene incaricato di seguire le indagini. Lui è un poliziotto sui generis, ha una lingua tagliente e un distacco dalle cose che lo porta a concentrarsi molto sulla sua passione, giocare a fare i solitari su i-pad, rimproverato di continuo da sua moglie per questa fissa.

Anche un professore di lingua italiana per stranieri, Paolo Mancini, si ritrova sulle tracce dell’assassino. Paolo Mancini è un tipo molto british e con uno scorretto senso dell’umorismo. A fare da contraltare al Commissario Orlando troviamo Egidio Conti che è un poliziotto stile telefilm americano anni ’70. Accanto ai principali protagonisti ci sono tanti altri personaggi di contorno che con la loro umanità movimentano la trama del serratissimo noir psicologico.

“Colpa di chi muore” si muove benissimo sotto gli occhi attenti del lettore, scritto in maniera fluida è ironico e sarcastico al punto giusto e ha nei suoi protagonisti il suo punto forte perché si oppongono l’uno all’altro in un bel gioco di caratteristiche diverse. In questo tessuto narrativo si incastrano le indagini dei vari personaggi incaricati a dare la caccia all’assassino.

“Colpa di chi muore” ha un ritmo serrato e la scrittura asciutta tipica della mano che contraddistingue Gianluca Calvino e lo pone in uno spazio dove non esiste la ridondanza delle parole, la perdita di tempo della ricercatezza dei particolari, il vaneggiamento futile. Questo rende “Colpa di chi muore” un noir psicologico di raro acume investigativo che non sfocia mai in altri generi o ammicca al lettore sempre alla ricerca di una qualche rassicurazione.

Alla fine del noir quando tutto è stato svelato, e solo allora, il lettore si può rilassare ripensando al percorso ironico e tragico che lo ha portato al termine dell’avventura investigativa. Un noir autentico con venature di humour che, come un collante, ha riunito tutta la trama.

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