“Dove batte il cuore”, Laura Schiavini e l’amore sospeso tra eros e sentimento

di Daniela Merola

Laura Schiavini, scrittrice triestina di romanzi di grande successo e spesso bestseller ritorna con “Dove batte il cuore” edito da goWare edizioni.

È una storia fresca, frizzante, con un linguaggio veloce come è nello stile di Laura Schiavini. Il suo stile dinamico e fantasioso riesce a raccontare alla perfezione eros e sentimenti mettendoli sullo stesso piano della storia senza mai abbassarne la qualità narrativa. Questa sua verve la rende unica nel panorama del genere romance.

Danny, dopo il fallimento della sua band, decide di diventare scrittore di romanzi erotici. D’altronde ha sempre avuto successo con le sue fan e quindi scrivere delle sue avventure non deve essere così difficile. Danny nel suo romanzo d’esordio “Dove batte il cuore” si ispira ad Alicia ed Elisabeth, le donne più importanti della sua vita. Il libro ha un grande successo e decide di scrivere una trilogia. Scopre però che non è semplice scrivere di eros e non sconfinare nell’amore quando c’è di mezzo questo sentimento. Danny si rende conto che l’amore è un sentimento complicato e non sa come affrontarlo.

– Laura Schiavini, dopo un po’ di silenzio sei ritornata con questa storia, “Dove batte il cuore”, e ancora una volta ci parli di eros e amore in maniera molto originale. L’ispirazione ti porta sempre verso questi argomenti?

I romanzi rosa hanno delle regole, che vanno rispettate. Tuttavia cerco sempre di sviluppare l’idea secondo l’ispirazione del momento, del periodo o del luogo in cui ambiento il romanzo. Ecco, i luoghi come la mia città, New York City e nel caso di Dove batte il cuore, l’Irlanda, mi ispirano molto.

– Come ti è venuta l’idea di creare il personaggio di Danny, musicista senza lavoro, che diventa scrittore di romanzi erotici di successo?

Come dicevo, l’Irlanda è un Paese che mi affascina da sempre, così mi sono chiesta: che cosa sarebbe successo negli anni ’80, un periodo in cui la mentalità non era così aperta come oggi, se un uomo si fosse cimentato a scrivere un romance erotico? Ho cercato di immaginare uno scenario il più possibile plausibile.

– Le tue storie si distinguono per originalità, vedi “Tutta colpa dello yoga” e “A qualcuno piace dolce”, titoli di grande successo. In questo nuovo romanzo il protagonista è un uomo. Dimmi del perché di questa scelta.

L’idea è partita dal protagonista maschile perché mi dava maggiori opportunità di sviluppare la storia, di parlare anche della musica di quegli anni, dato che lui faceva parte di una band. Ma credo sia dipeso dal fatto che mi piace esplorare il mio lato maschile raccontando una storia da un altro punto di vista. Fra l’altro GoWare mi ha dato la possibilità di inserire nel testo – per chi legge dal pc, dal tablet e dal telefonino – i link che rimandano ad alcune canzoni inserite nel testo.  

– In genere al romanzo rosa si associa una protagonista femminile e conseguente pubblico, tu invece sdogani il tutto creando un protagonista maschile. Vuoi così coinvolgere di più anche il pubblico maschile?

A dire il vero non ci avevo pensato, ma ovviamente mi farebbe piacere se i maschietti lo leggessero.

– Questa è una tua peculiarità che mi piace molto come mi piace che tu parli di sesso in maniera gioiosa, in maniera pulita.

Grazie, come hai detto giustamente tu, il sesso raccontato sia nei film sia nei romanzi, a mio parere, deve essere gioioso, eccitante ma mai volgare.

– Possiamo accennare alle donne importanti per Danny, Alicia ed Elisabeth, senza troppo svelare, che ruolo hanno nella storia?

Sebbene la storia sia incentrata sul personaggio maschile, Alicia ed Elizabeth sono fondamentali nello sviluppo del romanzo. Ho voluto tratteggiare due donne molto diverse tra loro, ma ugualmente forti e interessanti.  

– Posso definire il tuo un genere romanze-sex. Credi che sia questo il connubio che piace al  pubblico?

Il pubblico femminile ha dimostrato di amare molto il genere, ma ultimamente i personaggi femminili dei romanzi sono un po’ troppo “deboli”, donne che trovano appagamento, quando non si annullano totalmente, nel sesso brutale e nel macho di turno. Le protagoniste dei miei romanzi sono donne indipendenti, certamente non perfette, che commettono degli errori ma che alla fine si vogliono bene. Sono delle femministe “in rosa”.

– Soprattutto lo fai in maniera mai morbosa e tratti il sesso con soavità. Un modo per far capire al pubblico che esiste anche un altro mondo?

Sì, esiste un altro modo, nei romanzi come nella vita. Anche e soprattutto divertente, un concetto che ho sviluppato in “A qualcuno piace dolce”.  Se poi vogliamo parlare di erotismo, è un genere molto difficile e pochi sono riusciti a raccontarlo veramente. Non certo io…

– Ti aspettano ora presentazioni in Italia oppure hai in mente qualcos’altro?

Hai toccato un tasto dolente. Scrivere è un mestiere solitario, e secondo me dovrebbe essere più interessante il romanzo piuttosto di chi l’ha scritto. Nelle presentazioni l’autore diventa intrattenitore, situazione in netto contrasto con quanto detto sopra. Inoltre, nelle presentazioni difficilmente i lettori hanno già letto il romanzo, quindi il dibattito è un po’ a senso unico. Pubblico libri da venticinque anni, e se mi invitano non sono capace di dire di no perché l’invito è un atto di interesse e rispetto. Ma non le amo e non ci credo molto. Certo che se i lettori mi scrivono per esprimere la loro opinione sul romanzo, mi fa molto piacere.

– Ringrazio Laura Schiavini e invito tutti all’acquisto di “Dove batte il cuore” edito da goWare edizioni e disponibile su Amazon e altri dispositivi digitali.

Grazie a te, Daniela, è stato un piacere!

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