“Escher. Oltre il possibile”, a Pisa prorogata la mostra sul grafico olandese patrocinata dal MiBACT

di Clara Macheda

Un’occasione imperdibile quella offerta da Palazzo Blu a Pisa, l’apertura della mostra Escher. Oltre il possibile è stata infatti prorogata fino a domenica 11 febbraio. Come riportato nel comunicato ufficiale apparso sul sito del centro culturale

“La chiusura posticipata di due settimane si è resa necessaria per soddisfare le richieste dei visitatori che confermano il grande successo di pubblico.”

Secondo dati aggiornati all’8 gennaio infatti l’esposizione sfiorava già un totale di 60 mila visite. Un risultato davvero degno di nota e che ha convinto gli organizzatori a prolungare la permanenza della interessante rassegna per “soddisfare le richieste di prenotazione provenienti da diverse parti d’Italia”.

Organizzata dalla Fondazione Palazzo Blu e MondoMostre, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Comune di Pisa e dalla Regione Toscana, Escher. Oltre il possibile propone uno spaccato denso dell’arte ipnotica e spiazzante di Maurits Cornelis Escher. L’incisore e grafico olandese nato alla fine dell’ottocento, dopo gli anni della sua formazione artistica ebbe modo di viaggiare in Europa (Italia compresa), portando a maturazione la sua visione artistica fatta di geometrie complesse, distorsioni, ricerca filosofica e costruzioni impossibili, in un Weltanschauung  razionale trasposto negli schemi ripetitivi delle suddivisioni regolari del piano, quasi onirico e metafisico nel tentativo di cogliere la profondità dell’infinito con i cerchi concentrici e la spirale logaritmica di Bernoulli, e di un romanticismo a tratti sinuoso, a tratti dirompente e aspro come quello mostrato nelle litografie paesaggistiche delle colline toscane e dei monti rocciosi ispirate dalle tanto amate Calabria e Sicilia.

Le oltre cento opere dell’artista olandese, divise in nove sezioni tematiche e selezionate dal curatore Stefano Zuffi, sono valorizzate da particolari soluzioni espositive studiate appositamente dall’architetto Cesare Mari e dalla combinazione di queste con la vocazione multimediale che caratterizza tutte le esposizioni proposte a Palazzo Blu.

Una mostra certamente da non perdere, quindi, che fa seguito alle altrettanto riuscite retrospettive dedicate a Dalí, Toulouse-Lautrec, Modigliani, Warhol, Kandinsky, Picasso, Mirò e Chagall.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.