“Fino all’ultimo respiro”, la violenza di genere nel romanzo di Angela Visone

Anna, un matrimonio sbagliato, una figlia, un uomo apparentemente buono e pieno di premure. Una trappola. “Fino all’ultimo respiro” è il  romanzo di Angela Visone edito da LFA Publisher.

di Daniela Merola

La copertina del romanzo “Fino all’ultimo respiro” e l’autrice Angela Visone

“Fino all’ultimo respiro” è l’intenso libro di esordio di Angela Visone, sociologa e insegnante, edito da LFA Publisher.

Un romanzo che parla di violenza di genere, un lungo sfogo confessione della protagonista Anna, una donna che ha cercato la sua indipendenza e libertà fin da ragazzina, anche contro il volere dei genitori che l’hanno sempre amata e voluta proteggere dai mali del mondo. Ma Anna vuole l’amore come fulcro centrale della sua esistenza e dopo un matrimonio sbagliato e una figlia, incontra un uomo apparentemente buono e pieno di premure, che invece la rinchiuderà in una trappola asfissiante dove solo la sottomissione poteva salvare la vita ad Anna e ai suoi figli. Sarà un inferno che durerà anni fino a quando la lotta di Anna prenderà corpo e anche la sua consapevolezza.

L’introduzione al libro è di Fabio Delicato, criminologo e psicologo.

“Fino all’ultimo respiro” è una storia come ce ne sono purtroppo tante e ce ne sono state tante, eppure è la storia di una lotta per la sopravvivenza, è e può essere un esempio per tutte le donne.

Amare può significare “cecità” ma significa soprattutto “rinascita”.

– Benvenuta Angela e grazie per l’intervista. Sei una sociologa e una counselor ad approccio Rogersiano. Hai una associazione culturale che si chiama “Daphne”- percorsi di crescita. Sei docente di scuole per l’infanzia. Ti occupi di corsi di formazione con la tua associazione per ragazzi ed adulti. Cosa proponi con la tua associazione? Quali argomenti hanno la tua attenzione?

La mia Associazione è principalmente costituita da professionisti che operano nel campo dell’educazione, dell’istruzione, della formazione, del counseling e della mediazione .  Le nostre proposte formative sono basate sulla programmazione e realizzazione  di  progetti di interesse sociale e culturale attraverso Seminari , Convegni e Progetti svolti nelle scuole e rivolti sia agli alunni che ai Docenti, contenenti tematiche innovative e culturalmente significative di interesse sia pubblico, cioè rivolto ad una platea mista, sia indirizzato a specifici ambiti lavorativi.Gli argomenti di cui ci occupiamo, come ho detto, sono di natura culturale, e lo facciamo attraverso attività di ricerca, tenendo conto delle più innovative problematiche del momento e in base alle varie esigenze;  ma anche attraverso un proficuo sostegno e supporto alla genitorialità, all’ascolto e alla comprensione della coppia ma anche  individuale e personale.

– Conoscere bene la società e desiderare di raccontarlo attraverso la scrittura. Ecco quindi il tuo primo romanzo “Fino all’ultimo respiro”, un doloroso e sincero racconto su una donna che lotta per liberarsi da un compagno violento. Perché hai scelto questo argomento della violenza sulle donne per il tuo esordio?

Ho scelto di scrivere questo libro perché questo fenomeno, purtroppo è  ancora sottostimato, non preso nella dovuta considerazione e non vi è ancora una completa informazione. Spesso le donne che vivono in queste situazioni non si sentono sicure, protette per cui il più delle volte non chiedono neanche aiuto.

– Anna, la protagonista, è una donna che combatte da sola la sua battaglia per la salvezza. Addirittura combatte anche contro i propri stessi dubbi e sensi di colpa. Una situazione devastante. Qual è la tua opinione Angela?

Spesso, molto spesso le donne sono messe nella condizione di dover capovolgere le proprie cognizioni, il proprio modo di rapportarsi agli altri e questo accade quando al loro fianco non trovano un compagno degno di camminare al loro fianco, senza camminarle davanti o addirittura lasciandole camminare da sole senza appoggio e senza sostegno. E lì in quella circostanza che una donna si pone mille domande e si sente in colpa con se stessa, perché magari non riesce a trovare una adeguata  giustificazione a certi comportamenti anomali del proprio compagno.Penso che il rapporto si costruisca piano piano, con la comprensione, l’ascolto e il dialogo ma soprattutto con il rispetto. Il rispetto reciproco che non deve mai mancare.

– Le donne si salvano davvero da sole oppure ora sono anche aiutate da leggi severe contro la violenza maschile?

Non credo che la legge abbia fatto fino ad oggi grandi passi in avanti. Ancora oggi le donne non sono ascoltate e tenute  nella dovuta considerazione. Prima che una donna possa ottenere da pare delle Autorità una minima considerazione, devono piovere infinite denunce  e non è sempre detto che queste portano a conclusioni favorevoli.

– Cosa ti ha spinto a scrivere “Fino all’ultimo respiro”?

Mi sono sentita in dovere  di dare voce a quante vorrebbero urlare o confessare il loro malessere, il loro sentirsi costantemente denigrate, private della loro femminilità, abbrutite da un rapporto malato e devastante e non trovano la forza di farlo, non perché manca loro il coraggio di farlo, perché semplicemente oltre ad essere donne e mogli sono anche “mamme”, e a volte l’amore incondizionato dei figli ti mette di fronte a delle scelte obbligate. E loro il più delle volte scelgono i figli, ed è  per l’amore dei figli  che annullano se  stesse.

– Il libro è una lunga confessione di una donna vittima di violenza fisica e psicologica la cui unica colpa è stata quella di aver amato con sincerità ed invece si è ritrovata in una trappola mortale. Credi che il tuo libro possa essere di aiuto per quelle donne che in questo momento stanno lottando per allontanarsi da compagni violenti? Tu credi nel valore salvifico di un libro?

Il messaggio che il libro vuole dare è proprio quello di far riflettere, di spronare e dare fiducia  a  tutte quelle donne  che vivono in situazioni del genere, affinché esse si riconoscano ed abbino la forza e il coraggio di denunciare, perché nessuna donna si deve sentire  sola, ma  parte di una comunità che è pronta e disposta ad aiutarla tutte le volte che ce n’è bisogno, anche rivolgendosi ai cosiddetti Centri Antiviolenza, alle persone care, a chiunque sia disposta  ad accoglierla  con un gesto, una parola, una carezza. Perché una donna  E’una Persona e come tale deve essere trattata, nel pieno rispetto della sua dignità umana. Non credo di riuscire a tanto, mi basta solo sapere che ciò che il libro ha espresso giunga dritto al cuore di chi lo legge ed  ottenga il risultato sperato. Così come spero che il libro non venga letto solo dalle donne, (ritenuto magari argomento prettamente femminile), ma da una stragrande maggioranza di uomini, affinché ognuno  possa riflettere sull’argomento e comportarsi di conseguenza, cercando di valorizzare ogni giorno la propria donna, renderla forte incoraggiandola ogni volta che ce n’è bisogno, e saranno, poi,  sorpresi nel vedere come la loro donna, moglie, compagna gli rimandi  tutto centuplicato, perché questo sa fare  una donna, “trasformare”  tutto in un gesto d’amore.

– A breve inizierai delle presentazioni. Cosa ti aspetti dal pubblico, che reazioni pensi di suscitare?

Spero che il pubblico apprezzi la tematica,  anche se non è una novità, credo che ce ne siano tante di storie narrate come questa, ma soprattutto  non passi inosservata, ma abbi un giusta considerazione ed un suo peso. L’ho scritta mettendoci tutta la mia passione e spero che le reazioni siano molto positive. Ringrazio te Daniela per l’intervista concessa e  vi aspetto alla presentazione di “Fino all’ultimo respiro”.

Link per l’acquisto del libro.

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