Giornata mondiale senza tabacco, in Italia ogni anno tra le 70 e le 83 mila persone morte per fumo

In Italia il tabacco provoca “più decessi rispetto a quelli causati da alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme”. 

La Giornata mondiale senza tabacco ricorre ogni anno il 31 maggio. Istituita nel 1987 – oltre a incoraggiare le persone a non fumare per ventiquattro ore – la giornata è il monito principale per governi e istituzioni a intraprendere iniziative volte al contrasto del tabagismo. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il consumo di tabacco uccide ogni anno 6 milioni di persone. 8 milioni entro il 2030.

Nel nostro Paese secondo il Rapporto 2018 sulla prevenzione e controllo del tabagismo i decessi attribuibili al fumo di tabacco vanno dai 70.000 agli 83.000. Il 25% di questi riguarda persone tra i 35 e i 65 anni. “Più decessi rispetto a quelli causati da alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme” chiarisce il Ministero delle Salute ricordando che il tabacco è responsabile anche di numerose patologie come il cancro del polmone e di patologie polmonari croniche.

Sempre in Italia “la mortalità e l’incidenza del carcinoma polmonare sono in aumento tra le donne, per le quali questa patologia ha superato il tumore allo stomaco, divenendo la terza causa di morte per neoplasia, dopo il tumore al seno e al colon-retto”.

A questo link la sezione del Ministero della Salute dedicata al fumo.

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