Il Black Friday e la magia, ormai svanita, delle piccole botteghe

di Marco Federico Guarnieri

Blak Friday | Foto Libero/Tecnologia (tecnologia.libero.it)

Anche quest’anno torna il consueto appuntamento con il Black Friday. Ne avrete sentito certamente parlare.

Di cosa si tratta? Il “Venerdì nero” consiste nel venerdì successivo al giorno del Ringraziamento. Una consuetudine americana, ormai diffusa in tutto il mondo, che apre il via alla corsa ai doni natalizi.

Un’occasione che in tempo di crisi non ci si può far sfuggire: dall’hi-tech all’artigianato, dagli alimentari ai biglietti aerei (voli a meno di dieci euro dalla mezzanotte del 22/11). Insomma, di tutto e di più per soddisfare la vostra smania di spendere i sudati guadagni in prodotti che nei mesi precedenti avevate potuto solo sognare.

I vantaggi sono evidenti: prima di tutto considerate il fattore economico. Il risparmio sarà notevole: su Amazon addirittura ci sono offerte che permettono di tagliare il prezzo originario di oltre il 70%. Un altro vantaggio non da poco sarà la possibilità di usufruire degli sconti ordinando direttamente da casa evitando così le lunghissime code alle casse e soprattutto la noia di vedere la commessa preparare miriadi di pacchi regalo alle persone che ci precedono.

In tutto questo dove si può ravvisare un fattore negativo? Sicuramente ad essere danneggiati saranno i piccoli commercianti: persone che lottano tutti i mesi per riuscire a pagare l’affitto delle mura in cui lavorano. Come può il negozietto del centro storico competere con multinazionali affamate di denaro pronte a calpestare tutto e tutti pur di espandersi sempre di più sul territorio in nome di un “Dio Guadagno?”

Ad essere danneggiata è anche l’atmosfera natalizia, la cui magia ormai è svanita a scapito di un (ahimè) superiore interesse commerciale. Saremo solo dei nostalgici, ma il ricordo di noi bambini, accompagnati dai nonni in giro per le botteghe per scegliere un giocattolo (“Non più di uno mi raccomando” e poi si finiva sempre per comprarne tre o quattro) fa scendere una lacrimuccia in virtù di un frammento di memoria che rimarrà tale solo nelle nostre menti e che difficilmente si vivrà in futuro con i nostri figli e nipoti.

Mi chiedo: Il Babbo Natale del futuro licenzierà gli elfi e ordinerà i doni su Internet?

 

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