Il ciclo delle stagioni: la bussola per orientarti nella tua vita

di Francesca Pegozzo

Nei momenti di disorientamento non sempre è facile essere obbiettivi con se stessi e la propria vita.

Ci lasciamo trascinare da pensieri devianti che ci portano lontano. Accade spesso. Succede anche a me.

E’ arrivato tardi l’autunno e pare arriverà tardi anche l’inverno. Pare tutto un po’ lento, sembra che ci sia una resistenza. Dalle mie parti c’è un caldo insistente che sembra non voglia dare spazio a ciò che dovrà arrivare. Ho l’immagine di un’estate presuntuosa, potente prevaricante, come se temesse un nuovo ciclo.

Un autunno un po’ debole, che poi, però, lascia spazio alla nebbia, e a quei colori che vogliono strapparti dal ricordo dell’estate: dal verde al giallo, dal mare azzurro, al cielo torbido.

Mi chiedo se la natura stessa crei questo fenomeno o se siano le forti tendenze degli umani a creare questi rallentamenti stagionali. L’estate è l’apertura al mondo, La festa. La vacanza. E’ la luce che riscalda e squarcia la notte…ma  adesso è tempo di autunno. E’ quel momento in cui, associato ad un ciclo di vita si dovrebbe conservare in sé la gioia del raccolto. La contabilità della propria vita, con ottica annuale.

E’ autunno e questa stagione gode di una sua magia: e’ un momento di ri – partenza, di nuovi propositi di nuovi progetti. L’autunno è il tempo di raccolta di frutti particolari.

L’equinozio di autunno cade il 22 settembre ed è denominata la penultima porta dell’anno, per accedere poi all’ultima, cioè l’inverno. I pagani chiamano la festa del raccolto d’autunno Mabon, gli equinozi sono momenti particolari dell’anno dove luce e buio si equivalgono.( autunno e primavera). L’autunno ci accompagna verso il buio silenzioso dell’inverno, dove la magia avviene nel sottosuolo.  In inverno,sopra a madre terra, ci sono gli arbusti secchi, il freddo gelido, la luce che si sottrae velocemente,  ma nel sotto il suolo c’è il calore il tepore e l’intenzione di consegnare con grande forza quei frutti che si raccoglieranno sempre nei periodi successivi. L’arrivo dell’inverno, sempre a titolo pagano e precristiano, si festeggia col solstizio del 21 dicembre e si chiama Yule.

Il trascorrere di un anno può essere un orientamento personale. Lo scorrere delle stagioni può aiutarci e riprendere il collegamento con la natura, che ormai non seguiamo più.

Seguire una dieta mangiando i frutti stagionali non significa seguire il ciclo della natura.

I sensi collegati messi in relazione a Madre Natura esistono ancora, ma non li utilizziamo.

L’autunno è momento di semina nuova e di raccolto per affrontare i primi passi dell’inverno, di quel buio di cui parlavo prima.

E’ il momento di ripristinare il nuovo orientamento festeggiando anche  questo passaggio che è ciclico.

Il tempo non è lineare è ciclico. Ciò che vivi nella tua vita segue un ciclo, scandito da un tempo circolare. La linearità del tempo è avvenuta con l’evento del calendario Gregoriano. Ha dato un’impostazione storica a partire ad un Avanti Cristo e un Dopo Cristo. Il tempo dovrebbe basarsi esclusivamente sulla natura e non su tale calendario.

Il clima è mutato, ed il clima è una parte del carattere della natura, bisognerebbe imparare ad ascoltarlo, assecondarlo, conoscerlo.

La natura è in te, e tu fai parte di lei.

Che cosa vuoi seminare in questo periodo? Quali progetti da realizzare con la maturazione dei giusti tempi? Che cosa puoi raccogliere in questo momento che ti permetterà di affrontare un periodo silenzioso di grande raccoglimento in te per visualizzare al meglio uno dei tuo traguardi?

Se la natura è in te e tu fai parte di essa, hai in dotazione una bussola strepitosa: il sentire. L’adattarti nell’ambiente in cui ti trovi. (Alle situazioni che stai vivendo).

Questo è sintomo di immensa forza interiore.

Orientarsi significa essere un muta-forma.

Significa diventare ogni prospettiva.

Una coscienza muta-forma sa mimetizzarsi e rappresentarsi in ogni aspetto.

La storiella di un pescatore racconta che per catturare un pesce egli deve diventare acqua e ragionare come se fosse acqua, deve diventare il vento e sapere come soffia, deve diventare la corrente e capire dove tira, deve diventare il pesce e sapere quanto scaltro è, deve essere l’esca e sapere dove collocarsi.

Questo è un muta forma, questo ti riconduce all’ascolto della tua natura.

Questa è la forza arcaica, biologica dentro di te, con il valore aggiunto della tua coscienza e della tua consapevolezza.

Se ti ritrovi disorientato e non sai da quale parte andare o come andare verso ciò che vuoi realizzare prova la strategia del “Muta-forma”, ricordandoti che tu fai parte della natura. Ogni molecola di te è in relazione ad essa, tu hai la forza delle forze del mondo e del cosmo intero in te.

Questo perché il pianeta terra esiste nel cosmo e deve avere i requisiti di questo per coesistere, a maggior ragione tu vivi nel pianeta terra ed hai i requisiti del tuo pianeta e del cosmo.

Siamo energie viventi in relazione.

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