“Il leone e la montagna”, una mostra sulla Missione Archeologica Italiana in Sudan

Al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco fino al 19 gennaio 2020 la mostra “Il leone e la montagna”,  a cura di Emanuele M. Ciampini. 

di Elisabetta Corsi

“Il leone e la montagna”

Il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco ospita fino al 19 gennaio 2020 la mostra “Il leone e la montagna”, una mostra a cura di Emanuele M. Ciampini sulla Missione Archeologica Italiana in Sudan attiva ormai da quasi cinquant’anni nel sito di Jebel Barkal.

Sono esposti reperti che lasciano il Sudan per la prima volta e che provengono dallo scavo dell’antica città di Napata, uno dei più importanti siti archeologici dell’intero paese.

Gli oggetti accompagneranno il visitatore alla scoperta di un mondo ancora poco noto e di una cultura che fa da ponte tra Africa, Egitto e Mediterraneo.

L’evento è realizzato in collaborazione con due sedi universitarie, la “Cà Foscari” di Venezia e “La Sapienza” di Roma, si avvale di una scelta di materiali, che sono ancora in grado di fornire un quadro quanto più esauriente e aggiornato possibile dell’area cerimoniale di epoca merolitica, fiorita nell’antica Napatta intorno al I secolo d.c.

Il sito era frequentato dagli Egizi dalla seconda metà del II millennio a.C. e conosce una lunga storia, legata al prestigio dei suoi edifici sacri e al connesso settore palaziale, che testimonia il valore di Napata come città regale. L’ultimo di questi settori regali, datato al regno del sovrano merolitico Natakamani (I secolo d.c.) costituisce l’area di scavo della Missione Italiana.

La mostra occupa due piani del Museo Barracco, che già possiede una ricca collezione di antichità del Vicino Oriente. Qui sono esposti materiali conservati nel magazzino messo a disposizione della Missione dalla National Corporation for Antiquities and Museums della Repubblica del Sudan, autorità preposta alla salvaguardia e alla cura delle antichità.

L’evento espositivo è anche occasione per ribadire una sinergia tra l’Università “Sapienza” di Roma, nel cui museo si conservano alcuni materiali dal cantiere diretto dal fondatore della missione, prof. Sergio Donadoni, e l’Università “Cà Foscari” di Venezia, che ha attualmente la responsabilità della direzione.

Ciò che emerge non è solo una ricostruzione della città regale voluta dal sovrano merolitico, ma anche l’evoluzione e la maturazione nell’elaborazione dei dati di scavo.

Accanto ai reperti originali, sono presentati calchi di materiali, alcuni dei quali di particolare importanza perché riproducono oggetti fragili andati perduti a causa di una violenta inondazione.

Tra i metodi di presentazione al pubblico, alcune ricostruzioni in 3D consentiranno di avere una resa grafica particolarmente accurata di strutture architettoniche e di oggetti di maggior rilievo.

Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10:00 alle 16:00 e l’ingresso è gratuito.

Per maggiori informazioni: www.museobarracco.it; www.museiincomune.it

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