Intragallery: “Robilant e Angelino dialogano con i vetri”

di Daniela Merola

Si è aperta da “Intragallery” a Napoli il 7 ottobre e fino al 18 novembre la doppia personale degli artisti contemporanei Tristano Di Robilant e Josè Angelino “Confini apparenti”. Le sinuose sculture in vetro di Robilant dialogano con le ampolle e le scatole di vetro a chiusura ermetica di Josè Angelino, nelle cui cavità vetrose sono stati inseriti flussi di luci iridescenti che creano un effetto davvero poetico e futurista. I due artisti aprono la stagione di “Intragallery”, la famosa galleria di arte contemporanea nel cuore della Napoli chic. Tristano Di Robilant, dopo la sua prima personale nella galleria partenopea del 2015 e dopo la successiva mostra al Museum of Contemporary Art di San Diego in California, ha deciso di ritornare da “Intragallery” con questo “Confini apparenti” e ha individuato in Josè Angelino l’artista più vicino al suo modo di vedere l’arte. Angelino, classe ’77 ed attivo a Roma porta avanti una sua personale ricerca artistica che unisce l’arte con la scienza che crea un suo nuovo punto di vista basato sulla materia leggera e plasmabile del vetro e che ben fa esprimere a Angelino concetti di fisica e astronomia. “Confini apparenti” spiega bene la dinamica della sua arte che da un “confine immobile” ha la capacità e la necessità di andare oltre e di sconfinare oltre l’ambiente circostante. Dal canto suo l’arte di Tristano di Robilant dalle superfici irregolari e da quel senso di incompiutezza dialoga non solo con Angelino ma anche con i suoi “confini apparenti”. Entrambi hanno un senso poetico e futurista verso la leggerezza e l’impossibilità di restare nei “confini apparenti” che siano tali ma che possono e devono oltrepassare la fragilità di un confine della materia per portarla oltre e farla esplodere verso nuovi confini che sono solo apparenti.

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