KOKADAME, “Sarà l’aria della Val Tidone?”

Completamente autoprodotto, “Sarà l’aria della Val Tidone?” è il primo disco dei KOKADAME. 

KOKADAME, “Sarà l'aria della Val Tidone?”
KOKADAME

Comunicato – KOKADAME nasce per caso nell’inverno pandemico dell’anno 2021, in una cantina della ValTidone.

KOKADAME è una miscela esplosiva di suoni grezzi, ritornelli urlati e testi rigorosamente in italiano.

KOKADAME non ha un genere di riferimento, è tutto e niente, è punk.

KOKADAME è suor Fulgenzia, JJ Fortunella, Faccia d’angelo, Vi-King-O e lo Zingaro.

KOKADAME ti farà lo scalpo. 

Il progetto KOKADAME nasce dall’unione di diversi musicisti della Val Tidone, in provincia di Piacenza. Trovandosi quasi per caso nell’inverno 2021, per la voglia di suonare e passare il tempo in sala prove in tempo di pandemia, cominciano a ri-arrangiare vecchi brani dei THE AMMAZZO, band dalla quale 3/5 dei kokadame provengono.

Inizialmente in 4 (con alla batteria Fabio, già batterista in diverse band piacentine e pratesi del passato [ERMES, STAKE-OFF THE WITCH, HIJACKERS ON THE HIP]) dopo poco inseriscono alla seconda chitarra Davide, già batteria e voce dei KICKSTARTER RITUAL.

In parallelo con i brani  ri-arrangiati, i 5 iniziano a produrre canzoni originali.

Nell’estate 2021 hanno una serie fortunata di 5 concerti, in cui il pubblico fin da subito, canta e balla sulle note di “Autobiografico”, “Ausiliario”, “Poveri onesti”, “Sciè tanta”, “Canto lo stesso” e “Notte in bianco”. 

I 6 pezzi finiranno nell’agosto 2021 nel primo EP della band, dal titolo “Sarà l’aria della Val Tidone?””; completamente autoprodotto (dalle registrazioni al mixaggio, dal master fino alla realizzazione fisica di 100 cd numerati a mano), l’EP è pubblicato dalla neonata etichetta valtidonese Bastione Records.

I testi, rigorosamente in italiano, trattano in modo scherzoso ed ironico (ma sempre tagliente e critico) di episodi della vita di Maurizio, il cantante, o del suo modo di vedere il mondo, che rispecchia al 100% l’intera band: dalle invettive contro chi pensa solo a “belle macchine e basta” si passa a situazioni spensierate ed alcoliche come “quando entro dal Gino dietro al cimitero” per finire in un fantomatico tugurio dove perdersi con “uno spino, ancora uno spino, fino al mattino”.

I cori la fanno da padrone, per creare anthem semplici ed immediati che chiunque può urlare a squarciagola.

I 5 continuano a produrre canzoni, sempre più pezzi originali e pescando sempre meno dal repertorio dei the ammazzo, in previsione del secondo disco, e per tornare sul palco, loro habitat naturale.