“La femminilita” di Adele Ceraudo al museo Pan di Napoli

di Daniela Merola

Con una personale sulla femminilità si è inaugurata la mostra “Nel nome della madre: Adele Ceraudo” al museo Pan di Napoli, 50 opere esposte dal 24 febbraio al 19 marzo 2018 con ingresso gratuito. L’artista ha sempre fatto della sperimentazione la sua arma vincente per esplorare tutta l’arte. E’ infatti passata dai disegni alle opere pittoriche, dalle fotografie alle installazioni, dai video a varie performance di contaminazione dei linguaggi. Il titolo della mostra racconta l’essenza del messaggio che è incentrato sulla femminilità in tutti i suoi aspetti umani e sociali.

Adele Ceraudo ha posto al centro della sua arte la figura femminile di cui descrive tutti gli aspetti, positivi e negativi: l’allegria, la gioia, la seduzione, la violenza, il dubbio, il dolore. L’artista ha voluto rappresentare l’universo femminile a tutto tondo, la donna vista come fulcro dell’universo, come energia che muove il mondo. Le opere hanno tutte una intensa carica emotiva, quasi sono in movimento tanta è l’energia e la passione che le contraddistingue. La mostra è un chiaro messaggio sociale incentrato sul rispetto del corpo e dell’anima di tutte le donne, messaggio mai come ora importante per scuotere le coscienze di una società maschilista e violenta.

La cura del dettaglio e delle forme rende le opere di Adele Ceraudo piene di una padronanza espressiva notevole e di una tecnica davvero eccellente. Queste opere sono supportate da nuove tecnologie che diventano un tutt’uno con il disegno stesso. Dopo la creazione di una immagine l’artista ne crea il disegno che viene poi scansionato in alta risoluzione e trasferito su vari supporti come la tela, la carta, il plexiglass, per divenire poi quadro e sul quale l’artista interviene ancora con i colori. Davvero un metodo particolare per creare arte.

In alcune occasioni della mostra Adele Ceraudo si esibisce in una performance scenico-teatrale con il supporto di un video di Andrea Cagno e con un accompagnamento sonoro di Marius Arcioni. La performance si intitola “Da Madonna a donna”, un omaggio alla Madonna, madre di Dio e che rappresenta tutte le donne del mondo.

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