La storia dei globi al Museo Correr di Venezia

I globi, presenti nelle case e nelle biblioteche di nobili, patrizi, comandanti, ricchi mercante e oggi nelle sale del Museo Correr.

di Elisabetta Corsi

Atlante sulle spalle regge l’universo, il cielo scolpito di un globo celeste, con le costellazioni. I globi sono molto antichi, nell’antichità i più diffusi erano i globi celesti, che nel medioevo poi facevano il paio con i globi terrestri.

Patrimonio di sapere e studio di astronomi e geografi, disegnati e creati da abili cartografi, decorati con allegorie e dettagli, presenti nelle case e nelle biblioteche di nobili, patrizi, comandanti, ricchi mercante e oggi nelle sale del Museo Correr.

I primi appunto furono celesti. Nel Medioevo di globi se ne producevano di entrambi i tipi, celesti e terrestri, in forma di mappamondi (in realtà è la rappresentazione bidimensionale della Terra, spesso appesa ai muri di palazzi e dimore) cercati da studiosi, navigatori, mercanti, eseguiti da cartografi specializzati che attingevano dalle conoscenze astronomiche e geografiche del tempo e componevano gli spicchi che venivano incollati su una struttura di legno montata su strutture diverse per epoca e stile.

Ci furono famosi fabbricatori di globi, fra questi Vincenzo Coronelli, nato a Venezia nel 1650, abile xilografo da giovinetto, frate francescano, che dopo aver girato l’Italia e perfezionato i saperi di astronomia e cartografia e aver fatto a Parigi due celebri globi per Luigi XVI di 382 centimetri di diametro e due tonnellate di peso l’uno (oggi conservati nelle collezioni della Biblioteque Nazionale de France), si ristabilì a Venezia nel 1684, dove venne nominato cosmografo dell’Università della Repubblica Serenissima di Venezia e fondò l’Accademia degli Argonauti, la prima società geografica del mondo. Il suo ritratto è curiosamente “nascosto” in un cartiglio del globo del Correr.

Il Museo Correr custodisce diversi globi, tra i quali i due di Coronelli globo celeste e globo terreno, e un sensazionale lavoro cinquecentesco del cartografo veneziano Livio Sanudo.

Sono i secoli in cui nasce il pensiero scientifico moderno, di Copernico, Keplero, Galileo, Newton, quando la sfera celeste lascia il posto a quella terrestre, che dopo le nuove scoperte geografiche diventerà ancora più diffusa.

Ancora scolpiti in pietra sono invece i due globi, celeste e terrestre, nell’accesso a Cà Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano.

Per maggiori informazioni: canali social di Muve, newsletter #iorestoacasa, www.visitmuve.it, correr.visitmuve.it.

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