“Le Mani di Primo Levi”, a Torino il documentario a cura di Bruna Bertani

Mercoledì 23 ottobre presso la Sala Soldati del Cinema Massimo alle ore 21:00. 

di Elisabetta Corsi

Primo Levi

In occasione del Centenario, il Comitato nazionale per le celebrazioni di Primo Levi, il Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino con il Museo Nazionale del Cinema e RAI Cultura presentano mercoledì 23 ottobre presso la Sala Soldati del Cinema Massimo ore 21:00 il documentario “Le Mani di Primo Levi” a cura di Bruna Bertani.

La mano del chimico, che combina elementi e quella dell’alpinista, aggravata alla roccia. La mano dello scultore, che trasforma la materia e quella dello scrittore che fissa esperienza di vita e ricordi dolorosi. Mani “diverse” eppure capaci di coesistere in un personaggio come Primo Levi che le incarnò tutte.

Rai Cultura ha dedicato il documentario di Bruna Bertani “Le mani di Primo Levi”, a Primo Levi nel centenario della nascita e andato in onda nel giorno dell’anniversario, mercoledì 31 luglio.

Realizzato con riprese originali e inedite e con materiali fotografici forniti dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi, il documentario rilegge le diverse esperienze dell’uomo e dell’artista attraverso la manualità, il tatto e il lavoro manuale, per riscoprire la contemporaneità del suo pensiero. Il racconto segue un doppio binario: quello dei luoghi di Primo Levi, ripresi in immagini originali, e quello della riflessione offerta da esperti e testimoni.

Rivivono così Rocca Sbarua e le montagne di Levi, la Siva, fabbrica di vernici in cui Levi lavorò in provincia di Torino, le botteghe dei suoi racconti, ma anche i luoghi del dolore, dal campo di Fossoli a quello di Auschwitz.

A questi luoghi, nella narrazione del film, si uniscono le parole degli studiosi: gli storici Anna Bravo e Marcello Pezzetti, che raccontano la vita dei Lager; Paola Valabrega, la prima studiosa ad affrontare “il tema delle mani” in Levi; lo scrittore Ernesto Ferrero; il curatore dell’opera omnia di Primo Levi, Marco Belpoliti; l’architetto Gianfranco Cavaglià, già ordinario di Tecnologia dell’Architettura; l’alpinista e scrittore Enrico Camanni; Peppino Ortoleva, studioso del ruolo del lavoro nell’opera di Levi; il rabbino maggiore Scialom Bahbout, che interviene sul ruolo della mano nella tradizione ebraica; il professor Robert Gordon, docente a Cambridge e autore di importanti saggi e il professor Pierpaolo Antonello, docente a Cambridge e studioso dei rapporti tra scienza e scrittura in Primo Levi.

Chiude il documentario con la lettura della poesia “L’Opera” di Primo Levi, in cui lo scrittore riassume la sua concezione della creazione letteraria e non solo, l’attore Luigi Lo Cascio.

Il direttore del Centro Studi Internazionali Primo Levi di Torino, Fabio Levi, ha dichiarato: “la mano in Primo Levi racconta una relazione molto stretta tra mano e cervello. L’attenzione che il film pone sulle mani, sarà una sorpresa per i molti che, a partire da domani, visiteranno la mostra alla GAM “Primo Levi. Figure” che propone per la prima volta una selezione importante dei lavori in filo di rame creati da Primo Levi”. Anche la Vicepresidente del Museo Nazionale del Cinema, Annapaola Venezia commenta: “Primo Levi appartiene alla storia e alla memoria di Torino, ma il valore della sua testimonianza, legata al periodo più buio del Novecento, trascende la dimensione della città ed è oggi patrimonio universale. Ricordarne la grandezza è quindi una dovere e una responsabilità, in prima luogo verso i giovani, perché ciò che è stato non accada più. Con questo obiettivo il Museo Nazionale del Cinema ha voluto collaborare con il Centro Studi Primo Levi e la Rai, raccogliendo l’eredità dello straordinario messaggio di libertà e civiltà di Primo Levi, affinché possa far crescere nuovi semi di consapevolezza, coscienza e visione tra le nuove generazioni.”

Per maggiori informazioni: www.museocinema.it; www.primolevi.it

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