Lettera-manifesto per la Gaiola: un patrimonio di tutti, da amare e proteggere

Sono già cinquanta le sottoscrizioni alla lettera-manifesto per la Gaiola promossa dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la sua rete con istituzioni culturali ed Università volta a sensibilizzare alla fruizione consapevole di un luogo unico dal punto di vista storico, archeologico e paesaggistico.

di Elisabetta Corsi

Gaiola

Sono cinquanta le prime sottoscrizioni alla lettera aperta del manifesto per la Gaiola, promosso dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la sua rete con istituzioni culturali ed Università. Per sensibilizzare alla fruizione consapevole di un luogo unico dal punto di vista storico, archeologico e paesaggistico.

Un luogo unico al mondo per essere la perfetta sintesi tra la storia della natura, la storia dell’uomo e quella dei vulcani che da sempre forgiano le nostre terre. Si chiama Parco Sommerso di Gaiola, un patrimonio di tutti, da amare e proteggere.

La storia dice che a partire dal I Secolo a.c. il ricco cavaliere romano Publio Vedio Pollione proprio per la bellezza dei luoghi volle costruire qui la sua villa d’otium che  chiamò Pausilypon, “luogo dove cessano gli affanni”. Alla sua morte divenne dimora imperiale, ed oggi le testimonianze di questo antico sfarzo si trovano sparse ovunque, sopra e sotto la superficie del mare. Risalendo la collina dalle profondità marine, si passa ai resti di strutture portuali, peschiere, e aree termali fino a giungere dove sorgono l’Odeion ed il Teatro oggi racchiusi nel Parco Archeologico ambientale del Pausilypon.

In epoca più recente divenne tappa obbligata dei viaggiatori del Grand Tour e poi a partire dalla fine dell’Ottocento proprietà di facoltosi personaggi come Paul Getty, Maurice Sandoz, Gianni Agnelli, fino a quando nel 1989 la villa sull’isola fu messa all’asta e passò in mano pubblica. Nel giro di 20 anni l’area andò incontrò a un progressivo degrado. Nel 2002 l’istituzione del Parco Sommerso di Gaiola ed il paziente lavoro del gruppo di ricercatori hanno ridato dignità e bellezza al luogo. Quel gruppo di ricercatori, il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus, è un esempio virtuoso della città di Napoli, che il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali, hanno riconosciuto come ente gestore del parco ed ora continua a salvaguardarlo come bene comune inestimabile. Non dimentichiamo che il Parco Sommerso di Gaiola è oggi sia una riserva marina dello stato che un luogo della cultura.

Il Parco Sommerso di Gaiola si trova in una posizione più fragile rispetto ad altri luoghi per la riapertura. Mentre si accoglie la riprese delle visite al limitrofo Parco del Pausilypon, il rischio è che il Parco Sommerso di Gaiola venga considerato solo per questioni meramente legate alla balneazione tralasciando l’immenso valore storico, culturale e naturalistico del sito stesso.

Si sostiene quindi il CSI Gaiola onlus nella quotidiana e caparbia lotta di salvaguardia di questo straordinario tesoro, invitando le amministrazioni locali e i cittadini con i loro comportamenti consapevoli, ad affiancare il soggetto gestore nella riapertura al pubblico del Parco Sommerso di Gaiola affinché sia accompagnata da un nuovo paradigma di fruizione del sito, che metta al primo posto la tutela del nostro patrimonio culturale e ambientale nel rispetto dei luoghi e dei visitatori.

Per maggiori info: www.areamarinaprotettagaiola.it

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