“L’immagine del brivido”, l’ultimo romanzo del parrucchiere del brivido Roberto Ricci

“L’immagine del brivido” è l’ultimo romanzo di Roberto Ricci, il parrucchiere del brivido. Un giallo all’italiana edito da Le Mezzelane. 

di Daniela Merola

Roberto Ricci e la copertina del suo romanzo “L’immagine malvagia”

Roberto Ricci da Ancona, di professione parrucchiere, è un autore di thriller di grande intuito e grande personalità. Nel 2012 partecipa a “Racconti nella rete”, concorso legato al festival letterario LuccAutori, e vince con il racconto thriller “Il Cappotto”. Da allora si scopre uno scrittore prolifico a cui viene dato l’appellativo di “parrucchiere del brivido” e la sua vena narrativa non si ferma più conquistandosi una fascia di appassionati che lo segue con interesse. Il racconto diventa un cortometraggio dandogli grande visibilità tra i registi che frequentano il web.

Successivamente scrive altri racconti, un romanzo e altri soggetti per lo schermo. Nel 2016 riceve una menzione d’onore al festival letterario “Giulia in giallo” per il racconto “La stanza del sangue” e nel 2018 vince il concorso letterario “Oscure presenze” con il racconto horror “La culla”.

Le Mezzelane Casa Editrice si accorge di lui e decide di riunire alcuni racconti e il primo romanzo in una sorta di “best of” con la raccolta “Nero corvino”. Grazie al successo del cofanetto pubblica l’ultimo romanzo “L’immagine malvagia”.

– Benvenuto Roberto. Da parrucchiere a scrittore di successo il passo è sorprendente. Come hai scoperto la passione per la scrittura ed in modo particolare per quella thriller e horror?

La passione per la scrittura ce l’ho sempre avuta. Sin da bambino amavo leggere. Quella per il genere thriller/horror mi è venuta da ragazzino. Avevo 12 anni e m’innamorai della musica di Profondo Rosso. Mi feci acquistare il disco dai miei genitori e lo ascoltavo tutto il giorno. Quando poi ebbi l’età giusta, iniziai a vedere tutti i film e a leggere tutti i libri sul genere.

– Mi incuriosisce molto che tu ti sia subito fatto notare nel mondo dell’editoria. Questo significa che la tua scrittura non passa inosservata perché è libera da qualsiasi struttura preconfezionata. La cosa ti ha stupito o eri consapevole delle tue potenzialità?

A dire il vero mi sono fatto notare non perché la mia scrittura sia migliore o più originale di altre, ma soltanto perché nel 2012 ho vinto con un racconto thriller dal titolo Il Cappotto, un concorso legato al Festival letterario LuccAutori. Questo Festival ha tutt’ora una grossa visibilità mediatica e questo mi ha portato a essere subito notato. Se poi aggiungiamo che il racconto è divenuto un cortometraggio di buon successo in rete, la visibilità è stata anche maggiore.

Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?

Svolgendo l’attività di parrucchiere, scrivo principalmente la sera, la Domenica e il Lunedì.

– Hai più facilità a scrivere racconti o romanzi?

Per me è sicuramente più facile scrivere un racconto, anche se sicuramente la scrittura di un romanzo è più completa e può dar modo a uno scrittore di esprimersi al 100%. Ovviamente è un lavoro molto più lungo e complesso rispetto a un racconto.

– Veniamo all’ultima creatura “L’immagine malvagia”. Titolo bello e copertina fantastica. Il romanzo omaggia le atmosfere anni 70/80 del giallo all’italiana. Presumo tu ami questo mood narrativo. Il protagonista è Luigi Diamante, uno scrittore che attraversa una profonda crisi professionale ed esistenziale. Chi è Luigi e cosa cerca nella vita?

Luigi è un uomo che ha sofferto per la prematura scomparsa dei suoi genitori quando era un ragazzo. Sicuramente è una persona molto legata ai valori veri della vita. Ama scrivere, ma non ama scendere a compromessi per ottenere il successo. Non si piega alle regole del mercato e infatti dopo un primo romanzo di successo, affronta un grande flop pur di non pubblicare una copia carbone del romanzo precedente ma un romanzo nel quale crede veramente. Nella vita cerca soprattutto la tranquillità e invece si troverà a vivere una vicenda da incubo.

– L’altro protagonista è il detenuto in semi libertà con la fissa degli omicidi verso i disabili Demetrio Avolfi. Il dualismo tra queste due personalità è il fulcro del romanzo. Quanto conta per te l’indagine psicologica per aumentare la tensione narrativa?

L’indagine psicologica conta in buona parte, anche se la tensione narrativa è data da un giusto dosaggio di vari elementi.

– Il romanzo ha un finale rocambolesco e imprevedibile. Le tue parole hanno tutte un taglio cinematografico. Quando scrivi pensi già ad una trasposizione visiva dei tuoi romanzi?

No. Quando scrivo non penso mai a una trasposizione visiva delle mie storie. Il taglio cinematografico mi viene naturale, probabilmente dovuto alla grande passione per il cinema e per i tantissimi film visti sin da ragazzo.

– Definiamo con tre aggettivi “L’immagine malvagia”.

Misterioso, crudele, disturbante.

– Il romanzo oscilla tra thriller e horror. Quanto pensi sia importante la contaminazione di generi in editoria?

Non penso sia importante e comunque credo che la contaminazione funzioni soltanto con un certo tipo di generi. Il thriller con l’horror, il fantasy con l’horror e pochi altri.

– Quest’anno sono usciti due cortometraggi tratti dai tuoi racconti “È solo un gioco” diretto da Leonardo Barone e “La goccia maledetta” diretto da Emanuele Pecoraro. Saranno presentati al pubblico in autunno. Cosa ci puoi dire di questi due corti?

Sono due cortometraggi molto diversi uno dall’altro. “È solo un gioco” è un horror puro, dove un videogioco prende vita propria e i giocatori diverranno a loro volta le prede di tremendi zombi. Leonardo Barone il regista, è molto bravo nel campo degli effetti digitali. Questo cortometraggio sarà in gara al “Fi.Pi.Li. horrorfest” di Livorno e a un altro paio di Festival del settore. “La goccia maledetta” invece, è un cortometraggio di un horror decisamente più psicologico e di atmosfera. Parla di un amore malato e delle sue terribili conseguenze. La regia è di Emanuele Pecoraro, un regista molto bravo che ha fatto parlare molto con il suo precedentemente lavoro. Il cortometraggio è in gara a un importante Festival spagnolo che si terrà la prima settimana di luglio a Siviglia e presto ne arriveranno altri. Per me è un grande motivo di orgoglio, perché la produzione è di Pierfrancesco Campanella, un regista assai noto nel cinema di genere italiano. Nei suoi due thriller più famosi “Bugie Rosse” e “Cattive Inclinazioni”, hanno recitato nomi come Tomas Arana, Alida Valli, Franco Nero, Florinda Bolkan e Eva Robin’s. A casa ho questi film e non avrei mai pensato di arrivare un giorno a collaborarci insieme. Anzi, invito tutti gli appassionati del thriller a scoprire questi due film recentemente rieditati in DVD.

– Hai in programma delle presentazioni live di “L’immagine malvagia”?

Sì. La prima è stata a Ancona il 29 Febbraio in una libreria strapiena. Poi, causa covid tutto si è fermato. Ho fatto solo un paio di presentazioni online. So che ad Agosto sarò al Festival del giallo di Senigallia e che la casa editrice si sta dando da fare per organizzarne di nuove. Per conoscere i luoghi e le date, basterà seguirmi sul mio profilo Facebook ufficiale “Roberto Ricci (il parrucchiere del brivido) oppure su Instagram “Brivido Ricci”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.