L’orto botanico di Palermo, un’oasi romantica tropicale

L’Orto Botanico di Palermo è il più ricco del Bel Paese e uno tra i primi del vecchio continente e colleziona 12.000 piante.

di Maria Carola Leone

Sembra incredibile crederlo ma l’Orto Botanico di Palermo conserva due secoli di storia in cui personalità – quali studiosi, naturalisti, viaggiatori e intellettuali – di spicco sono stati incuriositi dalle piante e dalla vegetazione.

In questi duecento anni diversi sono stati gli artisti e biologi naturali che si sono recati in Sicilia alla ricerca di specie vegetali di origini anche subtropicali o tropicali da studiare.

L’orto botanico fu fondato nel 1779, stessa annata in cui nacque la Regia Accademia degli Studi, e il senato di Palermo concesse all’istituzione un piccolo appezzamento di terreno, nei pressi di Porta Carini, per la coltivazione e cura di piante da poter studiare e analizzare. Questo piccolo fazzoletto di terra non fu sufficiente, così nel 1789 si trasferì nell’attuale sede. Fu possibile suddividere l’area in macro aree utili alla didattica.

Per la creazione del progetto furono scelti gli architetti più importanti e preparati dell’epoca tra cui il francese Léon Dufourny, in quel periodo soggiornava in Sicilia col fine di studiare e approfondire i monumenti greci. Il nucleo del giardino, diversi edifici (tra cui il Gymnasium, i padiglioni laterali, il Tepidarium e il Calidarium) furono progettati da Dufourny e abbelliti da Giuseppe Velasco, Gaspare Ferriolo, Vitale Tuccio e Domenico Dané che si dedicarono alla pittura e scultura.

L’inaugurazione avvenne nel 1795 con un grande caleidoscopio di piante provenienti dall’Africa, Asia, Sudamerica e Australia. Negli anni successivi quest’ampio orto fu ampliato fino a raggiungere, nel 1906, circa 10 ettari di vegetazione.

Oggigiorno l’Orto Botanico di Palermo è il più ricco del Bel Paese e uno tra i primi del vecchio continente e colleziona 12.000 piante. Grazie al particolare clima presente in Sicilia è possibile coltivare il Ficus Magnolioides che si estendono per metri e metri di terreno. Tra le specie vegetali più importanti si ricorda anche il Clorisia Speciosa (conosciuto come albero bottiglia), Sapindus Mukorossi (l’albero del sapone), il Nelumbo Nucifera (nonché il fior di loto), il Cyperus Papyru (il papiro) e il Dracaena Draco (sangue di drago).

Diverse sono le piante provenienti dai climi caldo-umidi tropicali ed equatoriali tra cui il Coffea Arabica (il caffè), la Mimosa Spegazzinii, le Bouganvillee, le Cactaceae ed Euphorbiaceae.

Palermo custodisce un orto botanico in cui le scienze umanistiche e biologiche si intrecciano in un’atmosfera culturale ancor oggi amata in tutto il mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.