“Lui dorme e altri racconti”, il puzzle esistenziale di Emanuela Esposito Amato

La professoressa Emanuela Esposito Amato ha pubblicato per Homo Scrivens “Lui dorme e altri racconti”, una raccolta di racconti in cui narra i sentimenti umani in un puzzle ricco e variegato.

di Daniela Merola

La copertina de “Lui dorme e altri racconti”, e l’autrice Emanuela Esposito Amato

Sono racconti belli e dinamici dove tutti possiamo ritrovare una parte di noi. Tutti i racconti sono accumunati dal bisogno dell’autrice di essere il più immediata possibile, dal bisogno di comprendere, di dare risposte alle sofferenze umane, di acciuffare il significato dell’esistenza umana.

Sono racconti intensi nei quali l’autrice sente sulla sua pelle le difficoltà esistenziali dei protagonisti dei racconti, cerca di carpirne la disperazione. Si sente in “lui dorme” tutto lo sforzo di Emanuela Esposito Amato di andare in fondo ad ogni dinamica umana, come se davvero vivesse con i protagonisti le loro sofferenze. Non nasconde nulla la scrittrice, non edulcora i difetti, non esalta i pregi, racconta con stile fluente tutte le difficoltà dell’uomo.

“Lui dorme” si può definire uno squarcio di luce sul buio dell’animo umano.

– Ciao Emanuela e grazie per l’intervista. Innanzitutto voglio sapere da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Il mio rapporto con la scrittura è totalizzante. Nasce dall’esigenza di dar vita, voce, pensieri, sensazioni a personaggi che bussano alla porta durante la  mia fase di “attesa”. Si presentano in punta di piedi, una breve apparizione, poi scompaiono. Riappaiono dopo qualche tempo e aggiungono altri dettagli. Io comincio a stare in guardia e aspetto che si ripropongano. Quasi sempre ritornano. Prendo appunti ovunque capiti, comincio a tessere la storia nella mia mente e loro, un po’ alla volta, mi suggeriscono battute e situazioni. Li lascio fare. Loro sanno dove vogliono portarmi. Come se mi sdoppiassi, vivo la loro vita , li seguo e scrivo. Smetto solo quando sento di potermi staccare dai miei personaggi, quando realizzo che ho portato a termine tutte le stesure necessarie al compimento della narrazione. Solo in quel momento ci liberiamo.

E io ricomincio la fase di “attesa”. Avanti il prossimo!

– Il tuo è uno stile “confidenziale” e che rapisce il lettore. Ti è venuto spontaneo scrivere così oppure lo hai utilizzato specificatamente per questa raccolta?

Mi è difficile rispondere a questa domanda, perché io non mi impongo uno stile di scrittura. Mi viene spontaneo adattarlo ai contesti e ai personaggi, alle loro storie.

– Parliamo allora di “Lui dorme e altri racconti” edito da Homo Scrivens. Il titolo mi incuriosisce molto, mi dici cosa rappresenta?

Questo titolo ha purtroppo dato adito a fraintendimenti, oltre che curiosità. In realtà è il titolo di uno dei racconti della raccolta, che ha anche ottenuto il primo premio al concorso letterario “Da donna io racconto”.“Lui dorme” indica in realtà il disinteresse, la noncuranza, il non accorgersi del disagio delle persone che hai accanto. Far finta di nulla e proseguire nel proprio egoistico cammino.

– Come mai hai scelto una raccolta di racconti e non un vero romanzo?

In realtà la mia “vita di scrittrice” è nata proprio con i racconti. È una forma che mi affascina e, ti dirò, per certi versi è anche più difficile del romanzo, perché in poche pagine bisogna delineare i personaggi, creare l’azione, stare attenti al ritmo, dare un senso al tutto. Nel romanzo ci si può permettere una pausa, una digressione, nel racconto no. Dunque, poiché non bisogna mai lasciare l’esercizio dello scrivere, durante quest’anno, nei tempi (pochi) disponibili, ho ripreso dei racconti che avevo in sospeso, li ho rimaneggiati, attualizzati e creato altri di nuovi. Alla fine il mio editor ha ritenuto che questi racconti avessero un filo conduttore che, pur nella loro diversità, li univa. Un nuova casa editrice, HOMOSCRIVENS, mi ha proposto di pubblicarli. Ed ecco che ricomincia l’avventura. Presentazioni, attesa del riscontro di pubblico e critica, e tutto il resto di cui abbiamo dissertato prima!

– Cosa ci dobbiamo aspettare da te in futuro per quanto riguarda la scrittura?

Nonostante le difficoltà, la scrittura è un padrone che mi tiene a guinzaglio corto!

Sai, io lavoro in modo non troppo “canonico” per così dire. Devo aspettare che qualche personaggio cominci a bussare alla mia testa e lentamente si insinui nei miei pensieri. All’improvviso eccone uno che mi racconta una storia , poi arriva un altro e un altro ancora . Da lì parte l’intreccio e tutto il resto, dalla documentazione, alle varie stesure. Io scrivo lentamente, perché leggo, correggo,  rileggo  e così via prima di mettere il punto e chiudere una sessione di scrittura. Nel mio calderone, dunque, sono tornati a farmi visita alcuni dei protagonisti del “Diario Segreto di Madame B.”, il mio romanzo di esordio che ha ottenuto un buon riscontro di pubblico e di critica: tre menzioni di merito e il terzo posto del concorso letterario INCOSTIERMLFITANA.

Ebbene, si, lo confesso. Ormai i vecchi e nuovi personaggi mi hanno catturata, presa al laccio e aspettano impazienti che finisca questo primo giro di promozione del nuovo libro per farmi mettere in ordine gli appunti che sto prendendo sull’evoluzione della storia.

 

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