Minacce e insulti a Mattarella, al vaglio degli inquirenti anche un post di Vittorio Di Battista

di Clara Macheda

Nell’attesa che il Professor Cottarelli presenti la sua squadra di governo  giungono notizie circa la vigilanza da parte delle autorità sugli spiacevoli commenti (talvolta vere e proprie minacce) apparsi sui social ed indirizzati al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

In particolare, la procura di Roma ha aperto un’indagine (fonti Ansa riportano che il fascicolo sia stato aperto contro ignoti) su un post apparso il 23 maggio, per pochi minuti sulla pagina Facebook di Vittorio Di Battista, padre dell’esponente di vertice del Movimento 5 Stelle ed ex-deputato, Alessandro.

Il reato ipotizzato è quello di “offese al prestigio e all’onore del Presidente della Repubblica”, per una decina di righe al vetriolo che ponevano la situazione politica attuale in relazione a quella che condusse alla Presa della Bastiglia francese. Il tutto “impreziosito” – si fa per dire – con la neppure troppo velata minaccia “Mister Allegria, fai il tuo dovere e non avrai seccature”.

Un afflato intimidatorio che dopo la decisione del Presidente di non accettare il nome proposto per il Ministero dell’Economia, si è propagato ed amplificato in molti post e commenti apparsi sulle principali piattaforme social, per tutto il corso della giornata di ieri con toni che travalicano l’accettabile querelle politica. Ci riferiamo, in particolar modo, alle minacce di morte e ai dissennati insulti al Presidente Mattarella, sui quali sta indagando la Polizia Postale.

Insomma, ancora una volta pare che gli atteggiamenti sensazionalistici delle parti politiche in causa, trasformino il disagio degli elettori in aggressività indiscriminata per la quale non resta che augurarsi un ammorbidimento generale.

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