Mostra documentaria “Il confino politico a Ustica nel 1926-1927”

Un viaggio nei volti, nelle testimonianze e nell’esperienza politica e umana, che i documenti hanno reso possibile.

di Elisabetta Corsi

Con le leggi “fascistissime” del 1926, i politici, che prima costituivano una minoranza sull’isola di Ustica rispetto ai confinati per reati comuni, diventarono una presenza più rilevante fino ad arrivare a circa 600 transiti.

L’obiettivo del regime di emarginare i dissidenti, attraverso il confino, dalla società attiva ebbe l’effetto secondario di essere un’occasione di incontro, stimolo alla discussione e al confronto dell’opposizione, divenendo un laboratorio di formazione politica e civica che contribuì alla crescita dello spirito democratico nel Paese.

Questa mostra ospitata alla Casa della Memoria e della Storia di Roma dal 6 al 24 settembre 2019 e promossa da Roma Capitale in collaborazione con Zetema Progetto Cultura, si propone di recuperare alla memoria collettiva e di restituire alle giovani generazioni alcuni frammenti di quella pagina importante della storia locale e nazionale. Una vicenda che racconta le tante vite spezzate per affermare il diritto alla libertà di pensiero.

La mostra propone immagini, testimonianze e documenti riguardanti alcuni protagonisti, tra cui Gramsci e Bordiga, mettendo insieme vicende politiche e umane collocate nello scenario fisico culturale e antropologico di Ustica.

Le fotografie provenienti da archivi pubblici e privati, i documenti e le testimonianze scritte dai protagonisti di quella vicenda, pur nell’incompletezza, consentono di conoscere meglio, attraverso una ricostruzione cronologica e tematica, i luoghi, i personaggi, gli eventi, i momenti e le atmosfere della vita confinaria a Ustica negli anni Venti e alcuni aspetti del contesto fisico e sociale isolano in cui si inserì.

Un microcosmo che è diventato un laboratorio politico e culturale. Un patrimonio politico e ideale, che donne e uomini, riverseranno nella lotta di liberazione e nella vita dell’Italia repubblicana.

Un viaggio nei volti, nelle testimonianze e nell’esperienza politica e umana, che i documenti hanno reso possibile.

Il progetto, le ricerche e i testi sono a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta.

L’ingresso alla mostra è libero e l’inaugurazione si terrà venerdì 6 settembre alle 17:30 alla presenza di Vito Ailara, curatore e Presidente Onorario Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica, Noemi Ghetti, saggista gramsciana appartenente al gruppo Storia Associazione “Amore e Psiche” ed infine Marina Pierlorenzi, vicepresidente Anpi Roma.

Per maggiori informazioni: www.comune.roma.it; www.zetema.it; www.bibliotechediroma.it

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