“MoviMENTInclusivi – Immaginare l’integrazione”, il progetto del Liceo “Via di Ripetta” incontra la cittadinanza

Il 18 Dicembre l’inaugurazione della mostra fotografica “COESIstenze” presso il Liceo e il 20 dicembre la performance multidisciplinare “INTEGRazione” allo Spazio Diamante.

“MoviMENTInclusivi” – Laboratorio di Recitazione Aula Magna

Comunicato – “MoviMENTInclusivi” incontra il pubblico. Il progetto a cura del Liceo Artistico “Via di Ripetta”, realizzato con il contributo e il sostegno della Regione Lazio (L.R. 15/2014 – Progetti accesso giovani Spettacolo dal Vivo Scuole 2019 – paragrafo 7 – ex art. 16), che ha avuto inizio il 20 settembre scorso, indagando la tematica dell’integrazione e dell’inclusione sociale da punto di vista dei giovani, dopo tre mesi intensi di formazione artistica per gli studenti dell’Istituto, volge al termine con due momenti pubblici aperti alla cittadinanza.

Il 18 dicembre alle ore 18:00 presso l’Aula Magna dell’Istituto (Via Ripetta, 218 – Roma), si terrà l’inaugurazione della Mostra Fotografica COESIstenze a cura di Novella Oliana.

All’inaugurazione interverrà la Dott.ssa Anna De Santis Dirigente, i Docenti dei diversi Laboratori espressivi, Giulia Bornacin, Massimo Carrano, Franca De Angelis, Claudia Federici, Daniela Giordano, Novella Oliana, Marco Schiavoni, il Direttore Artistico del progetto Rosi Giordano e i Docenti referenti delle classi partecipanti Paola Angrisano, Pasquale Damiano, Angelo Falciano, Isabella Paolini, Giuliana Paolucci.

COESIstenze è il risultato di un lavoro di approfondimento sulla fotografia e l’immagine contemporanea nel suo rapporto con i temi dell’inclusione e dell’integrazione tenuto da Novella Oliana. Una mostra che esplora l’eclettica natura dell’immagine e dell’atto fotografico come rappresentazione di universi simbolici nella dialettica con l’altro e con il sé. I ragazzi sono stati guidati a confrontarsi con il tema dell’integrazione e dell’inclusione attraverso i propri contesti multiculturali e ad utilizzare il proprio
sguardo come medium per far coesistere mondi e percezioni. Un lavoro delicato, frutto di una rinnovata consapevolezza dei ragazzi nell’uso del mezzo per osservare, connettere e creare. Le idee sono frutto di un percorso di confronto di gruppo, dello studio della tecnica e dell’approfondimento di artisti che hanno lavorato sulla tematica in modalità differenti (per citarne alcuni Maria Lai, Adrian Paci, Bianco Valente). Le installazioni nei pilastri dell’aula magna sono state progettate interagendo con i laboratori di recitazione ed esplorando i gesti come atti di “movimento inclusivo”; nel corridoio principale saranno invece presenti i lavori che riguardano la rappresentazione di culture diverse, il concetto di migrazione e identità molteplice, i limiti dell’irrappresentabilità dell’immagine rispetto alla complessità delle trasformazioni sociali e dei contesti multiculturali. Un lavoro delicato, frutto di una rinnovata consapevolezza dei ragazzi nell’uso del mezzo per osservare, connettere e creare.

Gli autori delle immagini: Chiara Battaglia, Alessandra Cavola, Valeria Cantoni, Angelica Dela Cruz, Chiara Di Cosmo, Giulia Ferro, Zahara Imam, Sineta Markaityté, Nicoletta Mazzoni, Ada Natale, Elena Palermo, Giulia Petrocelli, Alice Placidi, Rebecca Popovici, Arianna Severoni, Giulia Spalluto, Flavio Taggi, Chiara Tatti.

La mostra sarà aperta dal 18 Dicembre al 30 gennaio dalle ore 10:00 alle ore 14:30

Il 20 dicembre alle ore 19.00 e alle ore 21.00 andrà in scena la performance multidisciplinare “INTEGRazione” allo Spazio Diamante di Roma (Via Prenestina, 230 – Roma). Una performance a cura di Daniela Giordano, in 5 quadri, creata tessendo e relazionando le esperienze che hanno animato i singoli laboratori: drammaturgia, recitazione, movimento scenico, musica, scenografia, costume, fotografia, video. Una restituzione scenica, frutto dell’esperienza maturata nel percorso di ricerca che ha stimolato gli studenti attraverso il linguaggio del teatro fisico, di parola, danza e musica. I ragazzi hanno superato la paura di mettersi in gioco, imparando ad aver fiducia in sé stessi e nell’altro, cooperando attivamente alla creazione di una sinfonia in cui tutti potranno riconoscersi. La performance non ha la pretesa di dare risposte, al contrario la forma volutamente aperta ed evocativa, ci induce ad interrogare le nostre coscienze, lasciando aperta la porta del dialogo e della riflessione, offrendo la suggestione di una meta possibile: una convivenza pacifica fondata sulla consapevolezza che la “diversità” è una risorsa irrinunciabile e che è possibile essere “tutti diversi insieme”.

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