Napoli, il bosco di Capodimonte resta chiuso per due mesi

di Daniela Merola

Bosco di Capodimonte. Alcuni degli alberi abbattuti dal maltempo

Per la riapertura occorrono oltre due mesi perché ci sono da fare ancora tantissimi sopralluoghi per la messa in sicurezza di tutti i percorsi del bosco. Dopo la burrasca dei giorni scorsi che si è abbattuta improvvisa su Napoli moltissimi alberi del bosco sono caduti o si sono piegati sotto la forza del vento. Quindi la decisione di chiudere il bosco ai visitatori.

Una squadra di esperti, il team di Euphorbia, la ditta che si occupa della manutenzione del bosco, che dal giorno della tempesta, il 29 ottobre, è stata chiamata per soccorrere la vegetazione in sofferenza. Il lavoro degli esperti è seguito con attenzione dal Direttore del museo e del parco Sylvain Bellenger che, insieme al direttore dei lavori Giosuè De Angelis, il responsabile della sicurezza Diego Lama e con bravi custodi con tutto il team di Euphorbia, sta seguendo tutto il lavoro di individuazione e riparazione dei danni. Purtroppo sono centinaia gli alberi caduti e ci sono decine di spaccature a cordoli e pavimentazioni.

Tempestivamente ci sono stati gli interventi per riaprire i percorsi per gli alunni dell’Istituto “Caselli”, il famoso e “raro” Istituto superiore dove si studia e si impara la lavorazione della porcellana di Capodimonte e che si trova all’interno del bosco e anche i percorsi per consentire l’accesso al Museo ai visitatori.

Questa è per il momento la situazione ma c’è da lavorare tantissimo lungo i viali che conducono alla zona dove si trovano i Carabinieri forestali e la Polizia a cavallo. Ma è tutto il bosco che ha bisogno di essere monitorato metro per metro. Ecco perché ci vorrà molto tempo prima che il bosco sia aperto completamente. Si sta tentando di aprire via via le zone riparate e naturalmente c’è bisogno della collaborazione dei cittadini affinché non scavalchino le transenne e le recinzioni pur di entrare.

Il Direttore del museo Sylvain Bellenger ha avuto una idea per non far buttare il legno degli alberi caduti e ha chiesto che possa essere lavorato e trasformato. Gli alberi crollati diventeranno panchine sulle quali verrà scritto il giorno nel quale sono stati abbattuti dalla tempesta con l’aggiunta di notizie inerenti il cambiamento climatico e i pericoli che esso causa.

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