Napoli, più Pompei al MANN

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, da mercoledì prossimo, riaprirà al pubblico la collezione degli oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane.

di Elisabetta Corsi

Le cinque sale (dalla 85 alla 89), che ospitano oltre cinquecento reperti databili tra la fine del I secolo a.c. e l’eruzione del 79 d.c., sono state oggetto, dallo scorso dicembre, di lavori di riallestimento.

Saranno tre le innovazioni principali che riguarderanno la collezione: l’arricchimento della raccolta fruibile dai visitatori; l’aggiornamento dell’apparato didattico e divulgativo; il restyling delle vetrine che ospitano le opere.

Il direttore del Museo, Paolo Giulierini commenta: C’è più Pompei da oggi al MANN: nella ‘nuova’ sezione dedicata alla vita quotidiana delle città vesuviane, riaperta a tempo record dopo due mesi, trovano posto reperti mai visti. Come lo straordinario piatto in vetro cameo bianco e blu, numerose terracotte e preziose suppellettili sono ‘emerse’ dai depositi, il nostro immenso ‘giacimento’ finalmente oggetto di uno storico riordino. Un lavoro che può definirsi quasi di scavo e di ricerca e che si affianca, in parallelo, a quello del Laboratorio di Restauro interno. Ancora più ricca, questa collezione unica al mondo, dal vasellame agli argenti, dagli strumenti chirurgici a quelli musicali, ci rivela il gusto per la bellezza ed anche le usanze domestiche di donne e uomini di duemila anni anni fa. Il riallestimento compiuto con passione dai nostri archeologi accompagnerà con maggior chiarezza e semplicità la meraviglia dei visitatori”.

Così, sarà possibile ammirare, per la prima volta, la patera in vetro cammeo (I secolo a.c./I secolo d.c.) sino ad oggi conservata nei depositi del MANN: lo splendido piatto in blu e bianco, mai esposto in passato e ritrovato nella celebre Casa del Poeta Tragico di Pompei, aveva, un valore decorativo e denotava lo status e il prestigio del suo proprietario. Nel focus espositivo sulla religione domestica, ancora, sarà incluso un nuovo nucleo di terrecotte votive (circa dieci pezzi provenienti da Pompei), così come sarà implementata la selezione di oggetti in osso ed avorio.

Il percorso dei visitatori sarà articolato in cinque segmenti diversi, ciascuno rappresentato da una sala: strumenti chirurgici, strumenti da larario, lucerne, elementi di arredo; ceramica invetriata, ossi ed avori; vasellame bronzeo ed argenti dalla casa del Menando; vetri.

L’apparato didattico sarà approfondito nei contenuti (prevista anche la traduzione in inglese) e sarà reso user friendly nella grafica: i disegni dei pannelli saranno firmati da Silvia Pertile. Il lavoro di restyling, condotto anche sulle vetrine, comporterà una migliore fruizione dei reperti, in termini di illuminazione e presentazione complessiva delle opere.

Nel pomeriggio di mercoledì 19 febbraio, visita alla collezione del Direttore del Museo, Paolo Giulierini e del Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, che presenterà al MANN alle 17, il suo ultimo libro “Pompei. Il tempo ritrovato. Le nuove scoperte” uscito per Rizzoli nel 2019.

Nello stesso giorno, inizieranno anche i lavori di riallestimento delle Sale degli Affreschi secondo il format di comunicazione in uso per le diverse collezioni museali: le sale saranno riaperte per il 4 marzo.

Per maggiori informazioni: www.museoarcheologiconapoli.it; www.pompeiisites.org.

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