Palermo, preside vieta le preghiere a scuola: si protesta col crocefisso al collo

di Maria Caterina Crugliano

Aria di tempesta nella scuola elementare di Palermo “Ragusa Moleti”, dove una folla di genitori manifesta il disappunto contro la circolare del preside.Quest’ultimo infatti, ha vietato di pregare nell’edificio, ordinando la rimozione delle statue della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù, scatenando il caos totale in una scuola che non accetta di rompere le tradizioni col passato. I bambini, abituati a pregare tutti i giorni prima di entrare in aula, ora dicono essere frastornati, come anche gli insegnanti. La protesta è partita subito, gli studenti hanno preso parte alle lezioni con il rosario al collo e i genitori annunciano un atto di preghiera collettiva davanti all’edificio, per la giornata di lunedì.

Il dirigente ha provato a spiegare tale scelta, giustificandola come risposta a una segnalazione che un genitore aveva fatto a un quotidiano nazionale, nella quale raccontava la presenza delle statue religiose nell’istituto. Pareri discordanti arrivano tra chi sostiene: “Dobbiamo rispettare le religioni degli altri ed è giusto, ma a noi non ci rispetta nessuno, non sono d’accordo con questa decisione, così si fa un torto ai bambini” e chi invece considera inopportune quelle statue, appoggiando la decisione di rimuoverle.Il dirigente ha chiarito  la sua linea, precisando: “lo avrei fatto anche se si fosse trattato di statue di altre religioni”. Pertanto sia nel suo ufficio che nelle aule rimane il crocefisso appeso al muro, “la sua presenza è normata dalla legge, certo che lo lascio, ci mancherebbe”.

Non è mancata la partecipazione politica in questa vicenda, tanto che Forza Nuova ha firmato e appeso fuori la scuola uno striscione con scritto “ Torni la Madonna”, poi strappato a causa delle colluttazioni tra genitori che protestavano. Ancora un’altra accusa al preside è stata mossa dal consiglio d’istituto, organo che avrebbe voluto prendere parte alla decisione sulla questione o almeno esserne informato, così da poter trovare una soluzione tra le parti.

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