Passetto di Borgo, il collegamento tra il Vaticano e Castel Sant’Angelo per secoli a difesa dei Papi

di Elisabetta Corsi

Rimanendo sui passaggi segreti, questa volta vi porto nella città eterna ovvero Roma e in una fortezza, Castel Sant’Angelo che è stata a difesa dei Papi per secoli. Ora è un museo interamente visitabile, ma non è quello che vi voglio raccontare e far scoprire.

In posizione sopraelevata troviamo un corridoio chiamato Passetto di Borgo, accessibile dal Bastione San Marco e lungo 800 metri, questo passaggio collega i palazzi vaticani con Castel Sant’Angelo. Molto utile nel passato in quanto permetteva al Papa di essere al sicuro e in caso di pericolo scappare all’interno della fortezza senza farsi vedere. Fu utilizzato anche per condurre dei carcerati nella prigione del castello, persone del quale non si doveva conoscere né la permanenza né la carcerazione come la povera Beatrice Cenci.

In realtà non si sa con certezza chi ha avuto l’idea di edificarlo ci sono varie ipotesi: Niccolò III nel 1278, Bonifacio IX (1389-1404) e i lavori li avrebbe terminati l’antipapa Giovanni XXIII, cioè Baldassarre Cossa. Ma altri possibili padri del corridoio sono: Niccolò V, Sisto IV e Alessandro VI che contribuirono nella restaurazione di questo tratto di mura. Infatti, è il più lungo tratto di mura che Leone IV fece edificare tra l’848 e l’852 d.c. per difendere il Vaticano dall’invasione dei Saraceni, creando così una cittadella fortificata chiamata proprio Città Leonina, dal nome del pontefice. Uno dei suoi utilizzi più famosi fu durante il Sacco di Roma (1527), quando la città venne invasa dai Lanzichenecchi di Carlo V e il papa Clemente VII vi si rifugiò ma anche papa Alessandro VI per sfuggire all’invasione di Carlo VIII di Francia. Il papa Borgia, Alessandro VI, si dice che lo usasse per raggiungere i suoi appartamenti privati in cui passava la notte con le innumerevoli amanti. Si dice che avrebbe “poteri curativi” per la virilità, se un uomo lo percorre 77 volte di seguito, avanti e indietro, dovrebbe recuperare la virilità perduta. Una leggenda popolare curiosa da raccontare.

Per la visita: si accede solo tramite visita guidata con gruppi di massimo 15 persone sia in italiano che in inglese, tutti gli orari si trovano sul sito www.castelsantangelo.com ma in linea di massima vengono svolte tutti i giorni in cui è aperto il museo. Sono possibili anche eventuali visite serali perché il percorso è illuminato, sempre per gruppi.

 

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