Torino, “Multaka International Network”: la cooperazione passa anche dal Museo Egizio

Il Museo Egizio di Torino e i sette musei fiorentini del progetto “Amir” sono i primi enti italiani ad aderire al “Multaka International Network”, coordinamento di programmi di mediazione culturale condotti al proprio interno da migranti, rifugiati, richiedenti asilo.

di Elisabetta Corsi

Il logo del Museo Egizio di Torino

Il Museo Egizio e i sette musei fiorentini del progetto Amir sono i primi enti italiani ad aderire al “Multaka International Network”, coordinamento che conta 15 realtà espositive europee, accomunate da programmi di mediazione culturale condotti al proprio interno da migranti, rifugiati, richiedenti asilo, ma anche cittadini con passato migratorio.

Ne fanno parte, tra gli altri, il Museo di Arte Islamica del Pergamon Museum e il Bode Museum di Berlino, i Musei Universitari di Oxford, l’Historische Museum di Berna.

L’obiettivo del progetto, nato a Berlino, è favorire pratiche museali di inclusione e scambio culturale, svolgere un ruolo di advocacy in favore della partecipazione attiva di nuovi cittadini nella cultura e nella società, creando occasioni di cooperazione a livello europeo fra cui la recente presentazione di una proposta in occasione del Bando della Commissione Europea, Creative Europe 2020.

A Torino ha fatto da apripista il Museo Egizio, grazie a numerose iniziative capaci di coinvolgere, fra i nuovi pubblici, persone provenienti da altri paesi, e di creare e consolidare una rete di collaborazioni con associazioni e stakeholder del territorio: dall’evento “Io sono benvenuto”, organizzato nel 2016, al workshop di formazione “Musei e migranti. Gli strumenti dell’incontro”, che ha coinvolto operatori museali, culturali e sociali, a campagne come “Fortunato chi parla arabo”, rivolta ai nuovi cittadini di lingua araba.

Il Museo ha inoltre creato percorsi di formazione che hanno coinvolto un gruppo di donne nordafricane, ora mediatrici culturali in lingua araba in occasione di eventi speciali, e per giovani immigrati che hanno appreso l’italiano attraverso l’arte egizia.

Lo scorso anno a Firenze, per iniziativa di una rete di musei civici e privati, è nato Amir cioè l’accoglienza musei inclusione relazione, un progetto sperimentale (il nome significa “giovane principe”) finalizzato a proporre attività di mediazione culturale condotte da cittadini stranieri.  Il progetto coinvolge attualmente sette musei a Firenze e Fiesole (Museo e Area archeologica di Fiesole, Museo Bandini, Museo Primo Conti, Museo di Palazzo Vecchio, Museo Novecento, Museo degli Innocenti).

La rete Multaka International Network è nata nella capitale tedesca perché nel 2015, il Museo di Arte Islamica di Berlino ha varato il progetto Multaka Berlin (che significa punto di incontro) che coinvolge un gruppo di siriani e iracheni come guide museali. Il progetto ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali e costituisce un’iniziativa pilota a livello europeo. I mediatori, formati dai responsabili dei dipartimenti educazione di ciascun museo, consentono infatti una lettura del patrimonio culturale europeo in chiave interculturale e offrono ai visitatori punti di vista inediti, prospettive originali, occasioni per avviare un dialogo sulle diversità culturali che hanno contribuito ad arricchire di simboli e di significati la storia dell’arte occidentale.

Per maggiori informazioni: www.museoegizio.it, www.amirproject.com.

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