Traffico illegale di reperti archeologici, a Roma l’esposizione delle opere recuperate dai Carabinieri  

Ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini, da oggi e fino al 2 febbraio 2020.

di Elisabetta Corsi

Da oggi e fino al 2 febbraio 2020 sarà proposta una straordinaria collezione di lastre parietali figurate e decorazioni architettoniche a stampo in terracotta policroma provenienti da Cerveteri, nella mostra “Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini”. Sono testimonianze importanti nella storia della pittura etrusca e rientrate in Italia recentemente grazie all’azione dell’Arma dei Carabinieri nel contrastare il traffico illegale di reperti archeologici.

L’esposizione è a ingresso gratuito per i possessori della MIC, è ospitata ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale e con il patrocinio della Regione Lazio.

All’inizio del 2016 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno recuperato a Ginevra una quantità ingente di reperti sottratti illegalmente all’Italia, tra cui alcuni oggetti in mostra. Un’ intensa attività di studio e restauro condotta dalla SABAP (Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale) su tali reperti,  ha consentito di riconoscere in un cospicuo numero di frammenti, grazie alle loro caratteristiche tecniche e alla raffinatezza di esecuzione, lastre dipinte etrusche provenienti dall’antica Cerveteri. Questo recupero è stato possibile anche grazie alla ratifica di un accordo di cooperazione culturale internazionale tra il Mibac e la Ny Carlsberg Glypotek di Copenaghen, che ha riportato in Italia molti frammenti tra quelli in mostra e detenuti illegalmente in Danimarca.

Questi materiali sono datati tra il 530 e il 480 avanti cristo, dopo una mostra e un convegno al Castello di Santa Severa ora sono proposti alla Centrale Montemartini, in un allestimento aggiornato con i risultati delle nuove ricerche e unendo gli oggetti ritrovati sia a Ginevra che Copenaghen.

Dopo una sezione introduttiva sulle vicende del recupero e sulle caratteristiche della tipologia delle lastre dipinte, la mostra si articola in sezioni dedicati ai nuclei di lastre individuati affiancati a supporti didattici, che rendono chiara la lettura delle lastre e l’illustrazione al pubblico delle loro caratteristiche.

Una prima serie di reperti costituita da lastre con la medesima cornice inferiore e dedicate alla raffigurazione delle imprese di Eracle, in un ciclo che comprende le imprese del Leone, dell’Idra e della Cerva. Insieme un raro episodio della Silenomachia. Queste lastre rappresentano una nuova e fondamentale testimonianza della presenza del mito di Eracle nella cultura etrusca. Altre lastre reperite a Ginevra sono caratterizzate dalla presenza di una cornice superiore a meandro in due varianti e collegate dalla rappresentazione di danzatrici, musicisti e atleti. Il tutto arricchito da altri reperti simili dello stesso periodo selezionati tra le collezioni capitoline (solitamente non aperte al pubblico) e recuperi effettuati dall’Arma oppure ritornati in Italia grazie ad accordi con musei stranieri.

Altre tematiche sono le raffigurazioni di atleti o di guerrieri armati, il confronto tra i frammenti di Ginevra con materiale inedito e conservato nei depositi del museo di Cerveteri, ha permesso di ricongiungere una lastra con la raffigurazione di un guerriero del sequestro ginevrino con un frammento conservato a Cerveteri che completa la cornice superiore.

Oltre ai recuperi di Ginevra e Copenaghen si è indagato anche nella zona di Cerveteri nell’area di Vignali, in cui sono stati trovati nel terreno interessanti reperti anche essi esposti. Tra questi un frammento di lastra dipinta raffigurante un satiro, con un iscrizione graffita etrusca, che dovrebbe riferirsi al nome dell’artista.

La sezione finale è riservata all’esposizione dei frammenti policromi di decorazione architettonica rientrati in Italia dalla Danimarca con l’accordo del 2016 e per la prima volta a confronto con i materiali simili sequestrati dai Carabinieri a Ginevra.Tra le testimonianza più significative del percorso espositivo, per la ricca policromia e l’alto livello di esecuzione artistica, è presente un sistema frontonale con lastre di rivestimento con un fregio di cavalieri sormontato da una cornice a meandro, queste solo le terracotta restituite dalla Danimarca. L’esposizione vuole fornire una chiave di lettura esaustiva dei reperti esposti che rimangono una preziosa testimonianza storica.

La mostra vuole anche rappresentare con una sezione apposita, il dovuto riconoscimento, nel cinquantenario della sua istituzione, all’infaticabile attività svolta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, impegnato quotidianamente nella sua azione di contrasto al traffico illegale di opere d’arte nel nostro paese. In occasione della mostra verrà anche pubblicato un catalogo a cura di Nadia Agnoli, Leonardo Bochicchio, Daniele Federico Maras e Rossella Zaccagnini.

Tariffe ingresso: intero 11 euro, ridotto 10 euro mentre per i residenti a Roma intero 10 euro e ridotto a 9 euro. Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.

Orari: aperta da martedì alla domenica dalle 9 alle 19, 24 dicembre e 31 dicembre dalle 9 alle 14 ma la biglietteria chiude mezz’ora prima. Chiuso al lunedì, 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.

Per maggiori informazioni: telefonare a 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19) oppure consultare i siti web www.centralemontemartini.org; www.museiincomune.it; www.zetema.it.

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