“Tutto il nero che ho”, Luca Avallone e la crudeltà dell’adolescenza

L’impossibilità di essere vivi e di essere giovani, nel momento in cui ci accorgiamo che l’infanzia è ormai un coltello piantato nella gola.

“Tutto il nero che ho”

Luca Avallone torna sul palco  delll’Ar.Ma Teatro. In scena il 23 e 24 marzo per la regia di Emiliano Russo, Tutto il nero che ho.

Sono le sette di mattina di una giornata qualunque e John Murdoch, un adolescente come tanti, si sveglia imbestialito. John è stanco, ha deciso di rompere il silenzio e di dire tutte quelle cose “non dicibili, non raccontabili e neanche immaginabili” che lo assillano. Si sente un po’ come quei giapponesi che si piantano una katana nella pancia per svuotarsi da tutto quello che hanno dentro. L’unica arma che John possiede sono le parole, parole che usa per liberarsi di tutto il nero che ha dentro, perché finché ci sono delle parole chiare tutto resta sopportabile, ma quando non si hanno nemmeno più le parole per dire che stai male allora cosa resta? La risposta è agghiacciante…

Un testo che racconta della crudeltà dell’adolescenza, dello sradicamento della vita quotidiana, dell’assordante silenzio della solitudine, della disperante impossibilità di essere vivi e di essere giovani, nel momento in cui ci accorgiamo che l’infanzia è ormai un coltello piantato nella gola.

Ar.Ma Teatro
Via Ruggero di Lauria, ROMA
Tel. 0639744093 – 3338876090

Sabato 23 Marzo ore 21:00
Domenica 24 Marzo ore 18:00
Biglietto 12€ (tessera inclusa)

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