UNC: “Unicusano ‘tassa’ gli studenti rinunciatari. Dubbi sulla trasparenza dell’imposta”

L’Unione Nazionale Consumatori ha depositato una segnalazione all’Autorità Antitrust sulla trasparenza della “tassa di rinuncia” agli studi che l’Università Niccolò Cusano sembrerebbe richiedere agli studenti che decidono di abbandonare l’università.

Il logo dell’Associazione Nazionale Consumatori. A destra il presidente Massimiliano Dona

Roma, 7 febbraio 2019. Comunicato UNC – “La rinuncia al proseguimento degli studi universitari verrebbe fatta ‘pagare’ agli studenti dell’Università telematica Unicusano con una ‘tassa’ pari a 550 euro: abbiamo seri dubbi sulla legittimità di questa pratica. Vediamo cosa ne pensa l’Autorità Antirust”, dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, in merito alla segnalazione depositata presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulla trasparenza della “tassa di rinuncia” dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

Diverse lamentele infatti sono pervenute agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori da parte di studenti che, per aver deciso di abbandonare l’Università, hanno ricevuto un apposito modulo dalla Unicusano in cui per la prima volta si faceva menzione della “tassa di rinuncia”. Né i moduli di iscrizione all’Università né i Regolamenti di Ateneo e di corso di laurea fornivano informazioni agli studenti sulla necessità di versare un importo nel caso di cessazione anticipata del corso di studi.

“Adesso sarà l’Autorità a verificare la legittimità di tale richiesta di pagamento non preannunciata agli iscritti dell’università Niccolò Cusano”, conclude l’avv. Dona, invitando altri studenti a rivolgersi a UNC per avere tutela.

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