USA, Elezioni Midterm. Trump perde alla Camera ma vince al Senato. Avrà filo da torcere

di Elisabetta Corsi

Camera del Senato USA | Foto: www.senate.gov

Le elezioni di metà mandato hanno consegnato il Senato sempre nelle mani dei repubblicani, con 51 seggi e quindi del presidente Trump, ma la Camera dei rappresentanti ai democratici con 222 seggi. Questo risultato è sicuramente buono per il presidente però mette in luce il fatto che adesso deve stare attento alle sue prossime proposte di legge, in quanto la Camera non è dalla sua parte e quindi lo tiene sotto controllo.  Insomma, un vero e proprio banco di prova per Trump, a due anni di distanza dalla scadenza del suo mandato. Una maggioranza alla Camera per i democratici dopo ben otto anni, che ha al suo interno molte donne e che può ora investigare su Trump. Le donne elette alla Camera sono un centinaio per la prima volta nella storia degli Stati Uniti.

Due stati cruciali già al tempo delle elezioni nel 2016, cioè Florida e Ohio sono rimasti in mano repubblicana, i due neo governatori sono del partito di Trump. In Georgia è diventato governatore Brian Kemp, repubblicano contro colei che si candidava a diventare la prima donna di colore a governare uno stato cioè Stacey Abrams. Anche se la stessa Abrams ha richiesto il riconteggio delle schede, non ancora del tutto convinta della sconfitta e con l’obiettivo di riprendersi la Georgia se possibile. Un altro che non si arrende è il senatore democratico, Bill Nelson che ha perso in Florida dove è stato eletto il repubblicano, Rick Scott, anche in questo caso il candidato democratico vuole chiedere un nuovo riconteggio delle schede, mentre come governatore è stato eletto il candidato repubblicano De Santis con pochi punti di vantaggio sul democratico Gillum, uno stato che è stato cruciale fino alla fine. In Vermont, invece, per il Senato, è stato eletto il socialista democratico Bernie Sanders.

Il Colorado invece elegga il suo primo governatore dichiaratamente omosessuale, il primo nella storia del paese, Jared Polis. Entrato in politica quando i matrimoni omosessuali non erano ancora legali e attualmente padre di due bambini insieme al suo compagno ed è anche ebreo.

Queste elezioni rappresentano una prima volta per diverse persone, un’altra elezione inusuale è delle due prime donne native americane elette al Congresso: si tratta di Sharice Davids dal Kansas, lesbica dichiarata e Deb Haaland eletta in New Mexico. Al Congresso anche Rashida Tlaib da Detroit e Ilhan Omar del Minnesota, le prime donne musulmane ad entrare in parlamento.

Dallo stato di New York proviene la donna più giovane a entrare nel Congresso, a soli 29 anni, Alexandra Ocasio-Cortez, figlia di portoricani diviene una figura importante a livello nazionale per i democratici.

Elezioni insomma delle prime volte queste di metà mandato per il rinnovo di metà del Congresso e di alcuni governatori, oltre che sempre importanti per il consolidamento del potere per il presidente in carica. Trump si è dichiarato subito vincitore dopo l’uscita dei risultati ma avrà probabilmente filo da torcere da qui al 2020, non avendo in mano la camera. Una cosa sicura è che non potrà essere chiesto l’impeachment come si era vociferato proprio perché in mano democratica c’è solo una camera.

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