Vieni, ti accompagno dentro di te… per restituirti amore!

L’abbandono, il rifiuto, l’umiliazione, il tradimento, l’ingiustizia. Le nostre ferite ci portano ad avere paura dell’amore. Del calore di un amore che – in realtà – è la vera cura, la vera salvezza. Un passo alla volta, con il coraggio di  guardarci dentro, di capire il nostro punto di debolezza, prendiamoci cura di noi stessi!

di Francesca Pegozzo

Mi occupo di crescita personale.
Il mio ruolo professionale e sociale, quindi, è quello di essere una consulente per acquisire sicurezza in se stessi, riconoscere il proprio valore. Educo le persone a nuove visioni e realtà della vita in sé. Consegno opportunità e strumenti per migliorare la propria esistenza e trasformarla. Sì, si può star meglio, si può correggere ciò che non funziona. Tutto è possibile. Guido le persone. Ci vuole tenacia, costanza e volontà dalla parte di chi chiede il mio intervento.
Dove conduco le persone? Esattamente dove mi chiedono di andare, ed il tragitto lo decido io. Decido il veicolo da usare ( la strategia) e la meta reale, quella che mi descrivono, ma non riescono a definirla esattamente per com’è.

Destinazione?
Prima di parlare di questo meraviglioso viaggio, sento che c’è una spiegazione da fare. Passaggi da illustrare.
Nelle mie sedute individuali, dove le mie mani accolgono cuori malandati, frustrati per delusioni amorose, per frustrazioni professionali o per incapacità rilevate nella propria quotidianità, osservo che spesso mi si mostrano problematiche che hanno radici altrove, non precisamente dove si pensa di avere il problema.
Manca un’educazione, mancano informazioni, mancano conoscenze di come funziona l’essere umano a livello biologico e psicologico in tutti i suoi settori.
In sostanza le persone espongono sempre e solo una questione: la mancanza di qualcosa.

Quando qualcosa non va nella tua vita, la tua mente crea sempre gli stessi pensieri e questi richiamano le stesse emozioni che rafforzano gli stessi pensieri.
Entri in un loop maniacale. Ti capita mai di sentirti in ostaggio dei soliti pensieri che ovviamente nutrono sempre le stesse sensazioni? ( Rabbia, delusione, voglia di rivalsa ecc..)
Tutte le ferite emotive quali: l’abbandono,il rifiuto, l’umiliazione, il tradimento e l’ingiustizia evidenziano delle mancanze, delle lacune dentro di noi.

Una visione di amore distorto crea in noi un enorme vuoto e desolazione.
L’abbandono
crea in noi il sentirsi poco importanti, inferiori, mai abbastanza.
Il rifiuto crea in noi il non sentirsi mai all’altezza,a disagio, l’essere sminuiti.
L’umiliazione crea in noi un senso di inadeguatezza insicurezza e mortificazione, se nonché un senso spesso di vergogna.
Il tradimento crea la delusione, uccide la fiducia, ci fa sentire presi in giro.
L’ingiustizia crea in noi il mancato riconoscimento dei nostri meriti e dei nostri diritti, e cercheremo di fare di tutto per essere considerati,talmente tanto da privarci anche della nostra dignità.

Non ti sembra che l’unica cosa che possa curare tutte queste mancanze o emozioni potenti che creano gli stessi vuoti è l’ AMORE?

Destinazione? Verso l’amore!
Le persone hanno paura dell’amore! Meglio dire che scambiano l’amore con tutte le ferite elencate qui sopra. Se un genitore “educa” il figlio punendolo, picchiandolo, questo scambierà l’amore con la violenza, con le punizioni. Attirerà persone nella propria vita che lo puniranno, lo violeranno in qualche modo, perché per lui questo è l’amore. Questo ha conosciuto. Da grande potrà diventare un violento, o un autolesionista o per l’evolversi della specie,correggere la violenza con l’amore, imparandolo, riconoscendo che è sbagliato il maltrattamento. Finché non lo comprenderà però, avrà paura dell’amore, perché per lui sarà solo abuso.

Se in questo momento provi a pensare ad una tua problematica, questa frustrazione come ti fa sentire? Perché ti faccio questa domanda?

Perché il tuo problema attuale è un’opportunità per scavare dentro di te ed ascoltare la tua coscienza che ti sta bussando alla porta e ti chiede di rivisitare dentro di te cos’è successo nel tuo passato. Capire quali episodi ti hanno fatto sentire “Sottomesso” o “Non all’altezza” o “ Obbligato” o “Non considerato” o “Non abbastanza” o “Deluso” o “In colpa”…O Abbandonato, rifiutato e via dicendo.

L’indagine deve arrivare ai primordi. Ricordare episodi del passato, annotarli, non dando importanza se non sono in ordine cronologico, e drenarli dalla mente e dal cuore, contestualizzarli, è il primo passo per risolvere il tuo problema, che sia nelle relazioni, nel lavoro o addirittura con il denaro.

Non è la situazione che ha da attirare l’attenzione, ma come questa “mi fa sentire”.

In questo momento ti sto chiedendo di ricercare un’emozione biologica, non psicologica.
Le emozioni biologiche sono quelle che può sentire un animale.
Considerando che in un branco esiste sempre chi è dominante e chi no,anche da qui nascono le emozioni biologiche, ed è qui che si ha da intervenire.

La tristezza, il sentirsi male, la rabbia..sono conseguenze delle emozioni biologiche.
Perché tutto questo crea molto dolore? Perché la paura per eccellenza è quella di morire.
La paura è quella di finire la nostra vita. Si,anche attraverso un’emozione dolorosa provata in qualsiasi ambito.

Il sentirsi sottomessi ci fa accusare un senso di incapacità e di inutilità.
Il sentirsi inutili, significa che si potrebbe anche non essere funzionali alla specie.
Il sentirsi inutili denota una mancanza di autostima e di sicurezza enorme.
Le depressioni fanno presa su questa fenomenologia di emozioni,di stati d’animo.
Le emozioni possono influire addirittura sulla produzione dei nostri ormoni.

La mia lente arriva qui. Evidenzia con una gigantografia quale sia il dolore più potente, e si va a caccia della sua origine.

Il viaggio, il suo punto di partenza non è qui nel presente, ma è nel passato.
I ricordi, gli episodi trascorsi creano una macchina del tempo che viaggia su tutto ciò che l’inconscio ha incamerato in una scatola scura e ben chiusa.
Con il dialogo,il ragionamento ed il permettersi di ascoltarsi in profondità,  si prende in custodia questa scatola, la si apre e ci si guarda dentro. E’ qui che guido, accompagno la persona a tornare in quegli episodi mortificanti, e ci andiamo insieme, e sempre insieme creiamo il salvataggio.

La cura è una salvezza ed è il sentire il calore di un amore che ancora si aspetta.

Un amore che fa giustizia. Un amore che considera. Un amore che spiega.
Un amore che ti stringe forte. Un amore che sa chiedere scusa.
Un amore che ti sorride. Un amore che ti rivendica. Un amore che ti dice che sei importante. Un amore che ti comunica che tutto ciò che hai vissuto è stato troppo per te e che ti vede finalmente.
Un amore non è una persona che fa fronte a tutto questo. Un amore è la capacità di andarsi a prendere dentro di noi, vagabondi in quegli episodi, e di riportarci in salvo,qui.
L’amore diventa la nostra forza, quella di cui abbiamo avuto sempre bisogno ma che in qualche modo non ci è arrivata più. O a volte mai. E la stiamo ancora aspettando.

Questa è una delle strade da compiersi: prendere atto di quale ferita ci tiene in ostaggio.
Liberare chi ne era coinvolto, smettendo di dar colpe.
Prendersi la responsabilità del proprio dolore e prendersi cura di se stessi, perché nessuno prima di noi lo farà, forse ce lo insegnerà.
Creare ordine nel nostro inconscio in balia di tanti tormenti.
Tornare nell’episodio doloroso..prenderci, abbracciarci, difenderci, cullarci, darci il nostro valore e smettere di alimentare quel dolore, terminarlo, finirlo.

Riprendere la vita di oggi. Un passo alla volta. Ferita dopo ferita, salvataggio dopo salvataggio, comprendere che tutto era perfetto così, e nella quiete dopo la tormenta, cogliere che sei esattamente chi sei, per aver superato le tempeste più ardue.

Dentro di noi ci sono molte ferite ed ogni ferita determina un blocco nella nostra vita attuale.
Non aver paura di guardare dentro di te, quando lo farai, per guarire, non sarai solo, ma tenuto per mano.
Questo è il mio lavoro.

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