Yayanice, “Mezcal”

Dimenticare i problemi sul bancone di un bar? Ci pensano le Yayanice con “Mezcal”, quinto estratto da “Gu.A.St.O.”.

Yayanice, "Mezcal"
Yayanice, “Mezcal”

Comunicato – Fuori dal 21 maggio “Mezcal”, l’ultimo capitolo di Gu.A.St.O. il primo album delle Yayanice. Si tratta del pezzo più inaspettato dell’intero progetto. Un brano con un sound leggero e ballabile. L’unica cosa che si vuole fare ascoltando “Mezcal” è dimenticare i problemi sul bancone del bar.

In Gu.A.St.O. le Yayanice hanno mostrato la loro versatilità musicale. Si passa da brani un po’ hip hop a quelli più funky fino a delle vere e proprie ballad. Gu.A.St.O. è un percorso iniziato nel 2020 e che si conclude proprio con “Mezcal”.

Siamo di fronte ad uno dei singoli più spensierati dell’intero lavoro. Il testo esprime solo la volontà di andare al bar, dopo una giornataccia da dimenticare. Rappresenta quei momenti che possono capitare quando abbiamo bisogno di staccare e ci rechiamo nel nostro locale preferito dove magari alzando un po’ il gomito, finiamo col dire l’affermazione più tradita della storia: adesso bevo l’ultimo e vado a casa. Anche in “Mezcal” questa cosa chiaramente non succede lasciando spazio al racconto ironico e scherzoso di questa tendenza che forse ha riguardato tutti almeno una volta nella vita.

“Mezcal” è il pezzo perfetto con cui concludere il percorso iniziato nel 2020. Un viaggio che finisce dritto nel bar. Le Yayanice colpiscono il pubblico per questo loro particolare stile: da una parte creano brani dal sound spensierato, ma dall’altra ogni pezzo si interroga su una sfumatura diversa della vita dell’uomo.

Il contenuto della canzone vuole essere intenzionalmente semplice, ripetitivo, per non cozzare con la ritmica tutta da ballare. E’ un pezzo che è stato concepito proprio volendo trasmettere un messaggio non messaggio, per continuare il filone Yayanice dove il contenuto e la musica cercano sempre di disegnare delle bolle, delle cartoline a se stanti, ognuna con la propria storia.

Le Yayanice sono un dinamico duo formato da Chiara Iannice (voce) e Giulia Facco (tastiere). Chiara si avvicina alla musica a 16 anni, quasi per gioco. Insieme alle sue compagne fonda una band tutta al femminile, un’avventura che si concluderà con la maturità. Solo all’età di 32 anni Chiara si riavvicinerà al canto. La vita è imprevedibile, ma una cosa è certa: la musica è salvezza.

Questo forte bisogno di esprimersi attraverso una delle arti più belle, la porterà ad approfondire lo studio del canto. Lezioni mirate all’esplorazione e allo studio della voce.

Giulia, invece, ha una storia diversa. La ragazza ha studiato piano classico fin da bambina, ma in tarda adolescenza scopre il jazz. Nel 2014 si diploma al conservatorio jazz di Rovigo e nello stesso periodo esce anche il suo primo disco, “The Prophecy”.

Il 2017 è l’anno di svolta. Chiara e Giulia si incontrano e incominciano a suonare insieme nella band bolognese Ya-nice, cimentandosi in cover di brani funky, r’n’b, new soul e nell’ultimo periodo anche house. 

L’avventura con la band si conclude, ma Giulia e Chiara decidono di continuare insieme e diventano il duo che tutti conosciamo: le Yayanice. Le ragazze iniziano una collaborazione con Nicolò Scalabrin e Riccardo Di Vinci e nasce così il progetto Gu. A. St. O.. Cinque brani pubblicati tra il 2020 e il 2021. Il 28 maggio arriva il capitolo finale. Tutti i brani vengono raggruppati ed esce ufficialmente Gu. A. St. O..